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lunedì 26 ottobre 2015

Melignè - Bignè farciti con crema al mascarpone, mele e cannella




Questo è un dolce speciale, per una persona altrettanto speciale. Mia madre ha compiuto sessant'anni, un traguardo importante che avrei omaggiato con una torta a sei piani, fontane di luce, decorazioni in zucchero soffiato e mirabolanti collar in royal icing. Tuttavia la festeggiata, mancando mia sorella in casa, non se la sentiva di festeggiare in grande stile. Niente candele, niente strati, niente ciuffi di panna. Allora ho pensato a qualcosa di piccolo, da mangiare in un sol boccone, e prodotto in casa. Dalle mele, che sono quelle dell'albero piantato di fronte casa, al latte condensato. Qualcosa che fosse cremoso, ma anche saporito e speziato, che avesse un aspetto accattivante ma rimanesse sotto sotto, qualcosa di tradizionale. Ho pensato a questi bignè, farciti con crema al mascarpone e latte condensato, arricchita con pezzettini di mela cotti nel burro e aromatizzati alla cannella, e decorati con glassa al cioccolato per conferire loro l'aspetto di piccole meline. Dentro e fuori, a 360°, un unico frutto che fosse in grado di appagare senso e vista e che ricordasse alla mia mamma che, nella sua perfetta semplicità, lei rimane squisitamente unica e preziosa.

Ingredienti
Per i bignè

  • 125 grammi di farina 00
  • 63 grammi di acqua
  • 63 grammi di latte parzialmente scremato
  • 50 grammi di burro 
  • 3-4 uova (indicativamente, dipende da quanto ne assorbe l'impasto)


Per il latte condensato fatto in casa

  • 250 gr di latte parzialmente scremato
  • 160 gr di zucchero a velo
  • 20 gr di burro
  • 1 bustina di vanillina


Per la farcia

  • 700 gr di mele (consiglio la qualità Fuji, la quantità si riferisce al prodotto già pulito)
  • 100 gr di burro
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 250 gr di mascarpone


Per la glassa e per decorare

  • 1 albume
  • 50 gr di cioccolato bianco
  • 100 gr di zucchero a velo
  • qualche goccia di succo di limone
  • pasta di zucchero verde
  • biscottini Mikado
  • acqua q.b

Preparazione 


Iniziamo con la preparazione dei bignè. Setacciare la farina, e in un pentolino mettere a sciogliere il burro, il latte, e l'acqua portando il tutto ad ebollizione. Versare, in un colpo solo, la farina e mescolare con un cucchiaio di legno. L'impasto inizierà a sfrigolare, e quando si staccherà completamente dalle pareti andrà tolto dal fuoco e lasciato intiepidire. Battiamo il primo uovo, amalgamando tuorlo e albume, e incorporiamolo all'impasto aggiungendo l'uovo successivo soltanto quando il primo è stato assorbito. Dovremo ottenere una pasta dalla consistenza piuttosto soda e satinata. Il numero delle uova varia anche in base alla capacità di assorbirne dell'impasto ed alla grandezza stessa delle uova, dunque orientativamente posso dire che ne servono tre ma se l'impasto vi sembra troppo duro e opaco non esitate ad aggiungerne un altro. Riscaldare il forno a 200°, statico. Imburrare e infarinare una placca da forno, e riempire un sac a poche con l'impasto.
 Potete usare un bocchettone liscio o, direttamente come ho fatto io, fare un taglio netto alla plastica del sac a poche usa e getta. Distribuire i bignè sulla teglia, avendo cura di distanziarli di circa quattro centimetri l'uno dall'altro. Dovranno avere la grandezza di una noce, e potete abbassare eventuali creste del composto inumidendo un pennellino o la punta del dito e abbassandole. In questo modo aiuterete il bignè ad assumere una bella forma rotonda. Infornate la teglia nella sezione media del forno,e lasciate cuocere per circa 10 minuti, poi abbassate la temperature a 160° e cuocete per altri venti minuti. Anche in questo caso, la cottura dipende molto dal vostro forno. Il bignè deve gonfiare e, sopratutto, deve asciugarsi internamente. Per favorire la cottura interna alcuni suggeriscono, una volta abbassata la temperatura, di forare i bignè nella parte inferiore con uno stuzzicadenti. Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella, in un luogo asciutto. 

Prepariamo ora la farcia. Sbucciamo e priviamo del torsolo le mele e, per evitare di farle annerire, a mano a mano che le sbucciamo mettiamole in una ciotola con acqua e limone. A lavoro ultimato asciughiamole, tagliamole a dadini molto piccoli (dovranno poi entrare nei bignè) e mettiamole a cuocere in padella a fuoco dolce, nella quale avremo precedentemente sciolto 100 grammi di burro, con tre cucchiai di zucchero di canna ed uno di cannella. Mescoliamo spesso, finchè le mele non diventano quasi trasparenti senza però che si sfarinino. Ci vorrà circa mezz'oretta. Nel frattempo cuociamo il latte condensato, semplicemente mettendo tutti gli ingredienti previsti (latte, zucchero a velo, vanillina, burro) in un pentolino, e sciogliendo con cura gli ingredienti. Portiamo ad ebollizione e cuociamo per quindici minuti, senza smettere di mescolare. Il composto si rapprenderà, ma diventerà davvero denso solo quando sarà completamente freddato. 

Montare il mascarpone, amalgamare il latte condensato e, infine, le mele freddate, incorporando con cura dal basso verso l'alto. Riempire un sac a poche con la farcia e farcire i bignè. Per rendere l'operazione più semplice io ho forato, con un bocchettone più piccolo, il bignè prima di riempirlo. 



A questo punto non resta che preparare la glassa. Facciamo sciogliere il cioccolato bianco a bagnomaria o in microonde, e nel frattempo battiamo l'albume con lo zucchero a velo, aggiungendo qualche goccia di limone e qualche goccia di colorante alimentare rosso. Incorporiamo il cioccolato bianco, mescolando dal basso verso l'alto. Glassiamo la parte superiore dei bignè, e decoriamo con un pezzetto di biscotto Mikado per fare il torsolo e con una piccola fogliolina in pasta di zucchero verde, ottenuta semplicemente prelevando una piccola pallina di pasta, dandole la forma di una goccia e schiacciandola 



Questo è come si presenta il dolce, completamente decorato, alla fine. 
Note e suggerimenti 
  • Potete usare anche del latte condensato già pronto, in questo caso ve ne serviranno 170 grammi ( un tubetto)
  • Il mascarpone può essere sostituito con altro formaggio cremoso a piacere (come il Philadelphia). I biscotto Mikado possono essere sostituiti con pasta di zucchero marrone o riccioli di cioccolato, le foglie possono essere anche d'ostia colorata.
Vi lascio con un'ultima foto del dolce, visto internamente



Con questa ricetta partecipo al Contest indetto dal "Molino Chiavazza" dal titolo "Dolci alle Mele"



lunedì 2 marzo 2015

Kirby Cupcakes alla marmellata e cioccolato bianco




Fino a qualche settimana fa ignoravo totalmente l'esistenza di Kirby. E dire che, solitamente, di videogiochi e personaggi strampalati ne so abbastanza. Ad  illustrarmi le meravigliose proprietà di questo esserino che "anche se è rosa è un maschio, Noemi"  e che ha tanti poteri ma tra tutti "aspira i mostri" è stato quello che a conti fatti considero un pò come fosse il mio figlioccio. Bando alle ciance, dopo un pomeriggio passato a colmare la mia lacuna in materia osservandolo giocare livello dopo livello, me ne sono andata con la promessa di realizzare i biscotti di Kirby. Poi ho riflettuto, e deciso che fosse più interessante preparare un dolcetto un pò più ricco. Ed ecco che sono nati i Kircupcakes. Nomi impropri a parte, la ricetta base l'ho presa  da Giallo Zafferano, riaddatandola a mio gusto ed arricchendo il cupcakes con marmellatadi more fatta in casa ed un dischetto di cioccolato bianco. Nel caso aveste figli, nipoti, bambini o adulti appassionati di questo mostriciattolo in casa e voleste replicare la ricetta ho pensato di realizzare un tutorial sulla decorazione. Passiamo ai fatti. Per fare questi cupcakes vi occorrono

Ingredienti


  • Farina 00   120 gr
  • Zucchero semolato   120 gr
  • Burro a temperatura ambiente   120 gr
  • Uova   2
  • Scorza grattuggiata di un limone
  • Lievito per torte vanigliato  3 gr
  • Marmellata a piacere (la mia era di more)
  • Cioccolato a piacere (il mio era bianco)
  • Pasta di zucchero rosa, e bianca
  • Coloranti alimentari (giallo e arancio)
  • Pennarello nero alimentare 
  • Alcol puro per diluire i colori

Dunque, la base è davvero semplicissima. Ridurre a crema il burro con lo zucchero, sui quali avrete distribuito la scorza grattugiata di limone, e aggiungere una alla volta le uova continuando a sbattere il tutto con le fruste. Mi raccomando: non aggiungere l'altro uovo se il primo non è stato del tutto amalgamato al composto. Incorporare la farina a cui avrete precedentemente aggiunto il sale e il lievito, setacciandola.  Alla fine avreste una base soda, di consistenza abbastanza sostenuta




Bene, fatto questo occorre munirsi di pirottini. Ne esistono di diversi tipi, e potete utilizzarli per rivestire la classica teglia da muffin in alluminio oppure le apposite "portantine" in cartone. Anche il metodo di riempimento varia molto da persona a persona. Potete utilizzare un cucchiaio, un porzionatore per gelato. Oppure, come faccio io, trasferire l'impasto in un sac a poche ed utilizzare quello. In ogni caso, occorre fare una piccola premessa: il pirottino non andrà riempito per non oltre la metà. Il cupcakes, a differenza del muffin, non deve trasbordare oltre il bordo del pirottino. Dunque, fate uno strato sottile di impasto, inserite la marmellata ed il cioccolato, e ricoprite con un altro pò di composto avendo cura però di non arrivare oltre la metà della teglia. A questo punto non vi resta che infornare a 180° per circa 20 minuti. Il forno, statico, dovrà essere già caldo. Tenete d'occhio la doratura, perchè ogni forno ha un proprio modo di cuocere le cose, e se vi sembrano già cotti prima del tempo fate la prova stecchino e, all'occorrenza, sfornate. A questo punto possiamo occuparci della decorazione. Questa è l'immagine che ho scelto di rappresentare, e che ho trovato su Pinterest






Se, nonostante tutte le attenzioni messe nel livellare il cupcakes, in cottura comunque il dolcetto ha assunto la poco simpatica forma "a vulcano" munitevi di coltello e pazienza e livellatelo, asportando la parte superiore. Ritagliate un dischetto di pasta di zucchero bianca, spessa un paio di millimetri, e dopo aver steso un velo di marmellata sulla superficie del cupcake, adagiatevelo sopra. Livellate con una spatolina in modo da eliminare eventuali piccoli bozzi senza lasciare le impronta delle dita. A questo punto, con un pennello a punta quadrata, possiamo cominciare a disegnare la stella. Io ho utilizzato del colorante in polvere giallo, che ho diluito con poche gocce di alcol. Asciugando l'alcol evaporerà, per cui non ubriacherete nessuno, non temete. La stella è particolarmente facile da realizzare, perchè non ha contorni netti e precisi. Utilizzate non la punta ma la parte di piatto, del pennello, per disegnare le braccine della stella. La piccola curva alla fine di ogni punta, invece, potrete tracciarla con un leggero movimento rotatorio della punta del pennello. Per conferire maggior profondità alla stella sfumate, come in foto, la parte inferiore con un tocco di arancione. Per ottenerlo vi basterà intingerà la punta del pennello nel colorante in gel rosso e sfumare con delicatezza. Per dipingere sulla pasta di zucchero con risultati ottimali occorre che la pasta sia ben secca. Io avevo fretta, e non volevo che il bambino si rompesse i denti addentandola, quindi mi sono dovuta accontentare come potevo. La punta in alto potete evitare di dipingerla del tutto, vi servirà da indicazione su dove adagiare Kirby. 


Le stelline prima che venissero sfumate in arancione

E' ora il momento di utilizzare la pasta di zucchero. Stendiamo la pasta rosa sottile, e utilizzando un coppa pasta rotondo dal diametro di un centimetro per ricavare dei dischetti. Facciamoli aderire alla parte alta della stella  inumidendo il retro con dell'acqua. Modelliamo con le mani una pallina piccola, e spingiamo col polpastrello sul tappetino per schiacciarla leggermente. Deve avere un diametro di circa mezzo centimetro e andremo a tagliarla in verticale con un bisturi o un coltello liscio. Utilizziamo la metà ottenuta per ricreare la manina del pupazzetto, e andiamo ad incollarla in alto a destra. Sempre con la pasta rosa realizziamo una piccola goccia. Appiattiamola sul tappetino e  con l'aiuto di un bisturi definiamo meglio i lati. Incolliamo la parte cosi attenuta nel lato sinistra del cerchietto, ricavando cosi anche il braccino.


Con la pasta arancione modelliamo un cilindro. Asportiamo la parte superiore col coppa pasta, e incolliamo il piedino cosi ottenuto in basso, sul lato destro. Modelliamo una pallina ancora più piccola, che schiacceremo e taglieremo a metà, anche per l'altro piede che collocheremo in alto a sinistra. Con il pennello ritocchiamo il colore per rendere entrambe le scarpe più brillanti, spennellandole di arancione. 




Lasciamo asciugare per qualche minuto la pasta di zucchero, e con il pennarello nero edibile tracciamo due linee verticali, parallele l'una all'altra, di circa mezzo centimetro di lunghezza leggermente a destra sul cerchietto e, al di sotto delle stesse, una mezza circonferenza che sarà la bocca. Utilizziamo due minuscoli pezzetti di pasta di zucchero bianca per ricavare le lucine degli occhi, andando a pigiarli nella parte alta del nero con un balltool a punta piccola od il manico del pennello. Con un pennello a punta tonda intinto nel colorante rosso, sfumiamo le guance. Ed ecco il risultato finale. 


Qui prima di mettere il "fard" sulle guance


Ad alcuni cupcakes ho dipinto la base con del colore perlescente oro, ma a dirla tutta preferisco di più la versione in bianco. 



Urla di gioia, briciole di pasta e marmellata e manine unte di pasta di zucchero in fase di scioglimento hanno attestato che, si, i dolcini sono piaciuti. 
Penso che, comunque, il regalo più grande mi sia stata fatto. Ogni qualvolta lui mi racconta una storia, con lo stupore e la meraviglia propria della sua età, e con la passione di chi è davvero contento e felice nel narrare le vicende di un personaggio e dei suoi antagonisti mi sento un pò più speranzosa, verso il futuro. Non solo il suo, ma anche il mio. Se questa sarà la generazione di domani, piena di gratitudine, gioiosa, e con la parlantina arguta e svelta di chi sa catturare cuori e attenzione, c'è da sperare solo in bene.

Buon Kirb...cupcake a tutti 

- Noemi -

mercoledì 27 agosto 2014

Torta "Margherite in rosa" per il compleanno di Paola



Colgo la scusa, con ogni nuova torta che mi viene commissionata, di sperimentare nuove tecniche e preparazioni. Ricette particolari, accostamenti nuovi di sapori. Questa volta, almeno con il gusto, sono andata sul classico. La base è una quattro quarti, farcita con marmellata di lamponi fatta in casa e crema al cioccolato. La quattro quarti, per via della presenza del burro, è una base di per sè umida e compatta ma ho comunque deciso di bagnare gli strati con una bagna leggermente aromatizzata al rhum. Ho poi rivestito il tutto con ganache al fondente e ricoperto la torta con la pasta di zucchero. Il colore fucsia mi è stato espressamente richiesto dalla festeggiata, cosi come la presenza di margherite ad adornare la torta.


Ho utilizzato la gum paste bianca e gialla per realizzare margherite di differenti forme e dimensioni. Tre margherite grandi, sei doppie margherite di medie dimensioni, nove margherite piccole e ventisette piccole margheritine. La maggior parte sono state disposte lungo la parte superiore della torta, utilizzando la ghiaccia reale come collante e ravvivando il tutto con tocchi di verde dati dalle foglioline.


Il bordo è stato decorato con margherite piccole e piccoli pois in Royal Icing, riportati anche lungo il bordo della torta. Per realizzare le venature dei petali ho utilizzato uno stuzzicadenti, mentre per il pistillo ho usato il retro in metallo a trama fitta. A quanto pare la torta è piaciuta, e come sempre questa è la più grande delle soddisfazioni. L'idea che nel mio piccolo possa rendere una ricorrenza, piccola o grande che sia, ancora più speciale. Vi lascio con qualche altra foto.



mercoledì 23 ottobre 2013

Torta "Prato fiorito"



Questa torta l'ho realizzata qualche tempo fa, e mi è stata richiesta per il compleanno di una ragazza. In realtà ho avuto carta bianca, sia per quanto riguarda la base e la farcia che per la decorazione esterna. Nessun colore base, e come unica indicazione quella di realizzare qualcosa che fosse floreale, magari con qualche animaletto simpatico qua e la. Inizialmente ero più orientata verso qualcosa di classico (base bianca, mille fiorellini colorati sparsi qua e la). Ma poi mi è stato consigliato di provare a fare qualcosa di più brioso e giovanile. Un prato, ma realizzato in 3d. Considerato quanto è piaciuta e quanto io sia stata soddisfatta del risultato finale devo ringraziare Francesca per avermi suggerito l'idea.



La base che ho utilizzato è quella classica della Moretta, con una leggera bagna al Rhum e farcita con crema al latte di  Nanny. Ho poi ricoperto la torta con uno strato leggero di crema al burro aromatizzata al rhum e rivestito con pasta di zucchero fatta in casa. Con la pasta di zucchero avanzata ho poi realizzato sia gli elementi floreali che i piccoli insetti che ornano l'intera superficie della torta.


Il prato corre tutto intorno al bordo della torta. Foglie e fiori stilizzate, ma anche margherite, campanule. Coccinelle e piccole api, di cui ho disegnato anche la traiettoria seguita in volo. Nella parte inferiore, con la ghiaccia reale, ho realizzato un piccolo bordo bianco. E, sempre in bianco, nella parte superiore ho aggiunto il nome della festeggiata assieme alla scritta d'auguri. E' incorniciato da piccole farfalle in pasta di zucchero, dipinte a mano con colori perlescenti e disposte come se si fossero appena posate li vicino, con le ali ancora leggermente alzate.



Come sempre, l'espressione felice della cliente mi ha ripagato dello sforzo. Realizzata in appena due giorni, zucchero ovunque per casa, ansia durante tutto il tragitto fino al luogo della consegna ma...alla fine ce l'ho fatta! E a quanto pare oltre all'aspetto hanno apprezzato la torta anche dal punto di vista gastronomico, visto che hanno fatto persino il bis!

A presto

- Noemi -

lunedì 30 settembre 2013

Il Dolce della Domenica: Crostata alla frutta con doppia crema





Ok, la torta di oggi è una ricetta di riciclo. Avete presente quando, in dispensa, avanzano due dita di marmellata, non più di tre pesche sciroppate, una ciotolina di crema ecc ecc? Bene, il risultato è questo. L'esperimento, però, si è rivelato cosi gustoso e saporito da consigliarvelo. Il guscio di frolla racchiude una farcia con crema al burro, marmellata di more fatta in casa e crema al latte. Le pesche, infine, aggiungono una nota di freschezza e di colore all'insieme. E' un dolce che trovo ideale sia a fine pasto che per la colazione del mattino, la giusta via di mezzo tra una crostata alla frutta ed un dolce raffinato. Senza contare che potere sbizzarrirvi come meglio credete e cambiare il gusto della confettura da usare o scegliere di decorare con frutta fresca di stagione

Ingredienti
  • 250 gr di pasta frolla (la mia ricetta la trovate qui)
  • 100 gr di crema al burro 
  • 300 gr di crema al latte (la ricetta che uso qui)
  • 3-4 cucchiai di marmellata di more
  • 4 pesche sciroppate


Preparazione

Iniziamo imburrando e infarinando uno stampo a cerniera da 24 cm. Stendiamo la pasta frolla e, aiutandoci con un mattarello, rivestiamo la teglia creando un bordo piuttosto alto. Aiutandoci con una forchetta bucherelliamo la pasta in modo da evitare che in  cottura si gonfi. Sempre per evitare che in cottura cresca un pò troppo ricopriamola con un foglio di carta forno e versiamo, al di sopra della stessa, fagioli secchi, riso o ceci. In commercio esistono anche delle biglie in ceramica da utilizzare come pesetti, simili a queste

http://www.dmail.it/sfere-in-porcellana-per-dolci/prodotto/210573.html

Inforniamo a 180° per 20 minuti, togliamo la carta forno con i pesetti e rimettiamo in forno per altri dieci minuti fin quando la superficie non è ben dorata. Facciamo raffreddare, e ricopriamo con la crema al burro. Ne basta uno strato sottile, ma in genere la ricetta che uso io prevede l'utilizzo di 250 gr di zucchero a velo,  125 gr di burro, qualche cucchiaio di panna e una fialetta di aroma a piacere. Il burro, lasciato per circa un'ora fuori dal frigo per farlo ammorbidire a dovere, va impastato con lo zucchero aggiungendo, gradualmente, la panna finchè non si ottiene una crema soffice e spumosa.


Riempiamo la torta con la crema al latte, e decoriamo con le pesche sciroppate tagliate a fettine sottili. Se avete una quantità minore di crema  e non avete voglia di prepararne un'altra dose potete montare, a parte, della panna senza zucchero ed aggiungerla al composto. Vi consiglio, inoltre, di spennellare della gelatina sulle pesche per evitare che, col passare delle ore ed a contatto con l'aria, si anneriscano. 



Buona domenica e buon dolce a tutti

- Noemi 

domenica 1 settembre 2013

Il Dolce della Domenica: Latte in piedi con coulis alle fragoline di bosco





Piove, la prima domenica di Settembre. Non mi sembra ancora vero che l'estate sia passata, sono sempre persuasa che il vero caldo e le vere vacanze debbano cominciare da un momento all'altro. E invece siamo già quasi in autunno, gli esami sono sempre più vicini e i costumi andranno, inesorabilmente, seppelliti nell'armadio sino al prossimo anno. Tirando le somme, però, non posso che ritenermi più che soddisfatta. E carica, pronta a ripartire, con tanti obiettivi ben fissi davanti agli occhi, appesi come strenne in attesa di essere colte, arraffate.
Piove, dicevo, ma fa ancora caldo e la voglia di aprire il forno (specie per un dolce) non è tantissima. Per cui, oggi, si fa un budino. Il latte in piedi è, a mio modo di vedere, la versione "light" della panna cotta e questa ricetta, trovata sul sito di Donna Moderna, è stata un pò rivisitata e arricchita ma è abbastanza semplice e sfiziosa. Cremoso, fresco, reso sfizioso dai frutti di bosco, si prepara davvero in poco tempo e non necessità di particolari abilità e/o ingredienti.
E poi con la scusa che è poco grasso, che fuori c'è maltempo, che la frutta fa bene...verrà spazzolato in quattro e quattr'otto.

Ingredienti

Per il "Latte in piedi"
  • Latte intero 1200 ml 
  • Panna fresca 200 ml
  • Zucchero semolato 135 gr
  • Gelatina in fogli 30 gr
  • Bacca di vaniglia 

Per la coulis ai frutti di bosco
  • Fragoline di bosco 300 gr
  • Succo di limone 30 gr
  • Zucchero semolato 30 gr

Iniziamo col preparare la coulis. In una padella antiaderente mettiamo a cuocere a fuoco lento le fragoline con lo zucchero e il succo di limone per circa 10 minuti finchè non otterremo una sorta di crema, piuttostro grumosa. A questo punto diamo una passata col frullatore a immersione in modo da ottenere una salsa liscia e cremosa, e lasciamo intiepidire a temperatura ambiente. Io ho inserito la salsina, aiutandomi con un cucchiaino, negli spazi vuoti dello stampo per ricreare il disegno di una rosa. Nel caso vogliate farlo anche voi ricordate, però, di passare lo stampo in frezeer per far solidificare la salsa, in questo modo eviterete che si sposti dal disegno quando vi verserete dentro il latte.


Prepariamo, adesso, il budino vero e proprio. In una pentola poniamo il latte, la panna, lo zucchero e la bacca di vaniglia che avremo precedentemente inciso per il senso della lunghezza. I semini scuri che troviamo all'interno della bacca vanno, ovviamente, versati anch'essi all'interno della pentola. Portiamo il composto ad ebollizione, filtriamo e lasciamo riposare per circa mezz'ora. Ammolliamo la gelatina in acqua fredda, incorporiamola al latte caldo e, una volta che questi sarà intiepidito, versiamola all'interno dello stampo. Il dolce deve riposare in frigo per circa 6 ore.



Piccole note
  • Io ho utilizzato uno stampo in silicone e sformare il dolce è stato semplice (con la punta di un coltello ho delicatamente separato i bordi e poi ho rigirato la forma sul piatto da portata). Se voi avete, invece, uno stampo in alluminio vi consiglio di ungerlo precedentemente con olio di mandorle dolci e, prima di sformarlo aiutandovi col coltello, immergerlo per qualche minuto in una ciotola di acqua calda.
  • Le mie fragoline erano congelate, e le ho fatte scongelare direttamente in padella. Potete, oltre che utilizzare qualsiasi altro tipo di frutti di bosco, realizzare la coulis anche con frutta fresca.
  • Se non avete voglia di fare particolari decorazioni all'interno dello stampo servite la coulis a parte, in una salsiera, in modo che ognuna possa versarla sulla propria porzione a piacimento.


Buona Domenica & Buon Dolce a tutti
- Noemi -

domenica 18 agosto 2013

Il Dolce della Domenica: Tiramisù (dalla A alla S)



Uova, uova ovunque. Le mie galline sono su di giri e ne fanno in quantità industriale. Tantissime, freschissime, buonissime uova. Ed è un peccato non utilizzarle a dovere, vi pare? Pensa che ti pensa, vuoi che con l'ultimo viaggio a Roma avevo (come sempre) fatto una capatina alla pasticceria Pompi, vuoi che mia sorella tornava da una vacanza piuttosto lunga e c'era voglia di festeggiare...m'è venuta voglia di tiramisù. Cremoso, fresco, peccaminoso, ricco...una volta tanto, data l'abbondanza di ingredienti di cui sopra, ho voluto provare a farlo tutto io, compresi i savoiardi. Di questi ho trovato la ricetta su Cookaround, e dovrebbe essere quella utilizzata da Sal de Riso. Mi aspettavo questi biscotti più difficili da realizzare ed invece mi hanno, piacevolmente, stupita. Io ho voluto prepararne in abbondanza ed ho raddoppiato le dosi, ne è uscita una teglia di tiramisù bella piena e mi sono avanzati circa metà biscotti, per cui regolatevi. Oppure dimenticatevi della bilancia e, una volta tanto, concedetevi porzioni più abbondanti.

Ingredienti

Per i savoiardi

  • Zucchero semolato 200 gr
  • Farina 130 gr
  • Fecola di patate 60 gr 
  • Un limone (succo e scorza)
  • Uova 6
  • Zucchero a velo q.b


Per la crema & la farcia

  • Mascarpone 500 gr
  • Panna 500 gr
  • Cioccolato fondente a scaglie 200 gr
  • Tuorli 6
  • Zucchero 120 gr
  • Cacao amaro q.b


Per la bagna

  • Caffè espresso 500 ml
  • Cognac 150 ml



Preparazione




Cominciamo, ovviamente,  coi biscotti. Separiamo i tuorli dagli albumi. Montiamo i primi con 100 gr di zucchero, la scorza del limone, metà succo e un pizzico di sale. Ci vorranno circa dieci minuti, finchè non diventano ben gonfi e spumosi. Dopodichè montiamo gli albumi con i restanti 100 gr di zucchero, l'altra metà del succo di limone ed  un pizzichino di sale finchè non diventano a neve ben ferma. Mescoliamo assieme farina e fecola e, con delicatezza, incorporiamola alla crema di tuorli utilizzando un cucchiaio e spolverizzandola con un colino al di sopra della stessa.  A questo punto, aggiungiamo gli albumi montati a neve, muovendo il cucchiaio dal basso verso l'alto per amalgamare bene il tutto. Otterremo un composto gonfio e morbido.



Rivestiamo delle teglie di carta forno, e dopo aver messo il composto ottenuto in un sac a poche, creiamo dei bastoncelli lunghi circa 10 cm. Potete usare una bocchetta liscia o, in caso di sac a poche usa e getta, semplicemente fare un taglio netto e orizzontale sulla stessa. I bastoncelli devono essere ben distanziati gli uni dagli altri, perchè in cottura tendono ad allargarsi. Nella foto i miei sono sin troppo larghi, ma è dovuto il fatto che ho messo, erroneamente, un albume in più e quindi l'insieme finale è risultato un pò troppo liquido.





Spolverizzare di zucchero a velo, attendere cinque minuti finchè lo zucchero non è stato assorbito, spolverizzare nuovamente di zucchero ed infornare. Forno statico a 180° per una ventina di minuti circa finchè non sono belli dorati. Prima di togliere dalla teglia lasciare raffreddare.




Prepariamo adesso la crema. Montiamo i tuorli con lo zucchero, incorporiamo il mascarpone mescolando bene con l'aiuto di una frusta per evitare la formazione di grumi. Dopodichè aggiungiamo la panna, precedentemente montata. A questo punto possiamo iniziare ad assemblare il dolce. In una ciotola capiente versiamo il caffè e il cognac, e inzuppiamoci uno ad uno i biscotti. Bisogna fare molto attenzione a bagnare sufficientemente il biscotto: troppo caffè rischia di annacquare il tiramisù e rendere pappetta i savoiardi, poco caffè renderà il dolce meno cremoso e decisamente secco. Disponiamo i biscotti su una teglia, uno accanto all'altro, a mano a mano che li inzuppiamo creando un primo strato.




Su questo primo suolo versiamo un abbondante strato di crema, e cospargiamo con le scaglie di cioccolato. Continuiamo alternando biscotti e crema fino ad esaurimento degli ingredienti (o, nel mio caso, dello spazio in teglia)


L'ultimo strato deve essere di crema, e andrà poi spolverizzata di cacao amaro. A questo punto il tiramisù è pronto per essere messo in frigo. Tenendo presente che più "riposa" più diventa buono vi suggerisco di prepararlo con anticipo, magari il giorno prima, in modo che sapori e consistenze si armonizzino perfettamente.







Piccole Note 

  • Non ho volutamente zuccherato il caffè, perchè non amo i dolci troppo stucchevoli e mi piace sentire il contrasto tra la crema e l'aroma. Ma, volendo, voi potete aggiungere 100 gr di zucchero semolato alla bagna. Il liquore, in caso di bambini, può essere del tutto omesso o sostituito con latte.
  • Il cioccolato in pezzi fa si che, cucchiaio dopo cucchiaio, il palato scopra diverse consistenze del dolce che si rivela croccante, morbido, e cremoso. Vanno benissimo anche le gocce di cioccolato.







 Vi lascio con la foto dei vari strati che compongono il dolce. Buona, golosa, domenica a tutti!

- Noemi -


mercoledì 14 agosto 2013

Di un viaggio in Trentino (e dei suoi meravigliosi sapori)

Veduta da Vigo Lomaso



Sono tornata dalle mie vacanze fuori porta, e devo ammettere che una volta tanto oltre ad essermi divertita mi sono anche rigenerata. Ho lasciato a casa pensieri, impegni e preoccupazioni...ed ho pensato solo a godermi i posti, le persone,  i cibi che incontravo. Quattro giorni in Trentino, e quattro giorni a Roma. Ma mentre questa era ormai la mia terza volta nella Capitale, che riesce a non stancarmi mai, il Trentino era del tutto nuovo ai miei occhi ed è stato, senza ombra di dubbio, una vera e propria scoperta! Calorosa la gente, molto ospitale, splendidi i luoghi. E splendido anche il modo in cui la gente del posto se ne prende cura, mantenendoli incontaminati e tutelandoli, vivendoli come risorsa da preservare e non in maniera passiva, distratta.

Lago di Tenno

Parlando, invece, di gastronomia...che dire?! Anche qui, questa regione si è dimostrata una vera e propria scoperta per il palato. A partire dalla Carne Salada, caratteristico salume salmistrato del posto che può essere gustato sia a crudo (in una specie di carpaccio, per intenderci) che cotto ai ferri, servito con una spolverata sottile. Personalmente lo preferisco a crudo, perchè si scioglie in bocca regalando un bouquet di profumi e aromi che, inevitabilmente, in cottura non è possibile assaporare.

Tagliere di salumi, formaggi e crauti

Sempre parlando di salumi ho avuto modo di apprezzare anche il lardo (tagliato sottilissimo e servito su piccole bruschette di pane), il salame con noci intere dentro l'impasto, e lo speck (dolcissimo e dall'affumicatura particolarmente delicata) accompagnati con formaggi locali e gli immancabili crauti. Questi ultimi si ottengono tagliando sottilmente il cavolo cappuccio, e mettendo a macerare in un recipiente la julienne ottenuta assieme a del sale. Fermentando, e tenuti ben pressati all'interno del recipiente, acquisiscono un sapore intenso, deciso e aspro che ben si sposa alla dolcezza dei salumi, in un equilibrio di sapori armonioso e, sopratutto, godurioso.

Canederli 

Tra i primi, invece, indubbiamente i miei preferiti sono stati i Canederli. Ad una prima occhiata sembrano polpette, ma qui in realtà sono servite come primo piatto. Si impastano assieme pane raffermo, latte, uova e pezzi di salume di vario genere (speck, ad esempio,o pancetta). Una volta ottenute vanno cotte nel brodo e servite assieme a quest'ultimo oppure (e questa è la variante che abbiamo provate noi) mantecate nel burro e condite con abbondante parmigiano. Divine.

Orzotto ai funghi - Spaghetti panna & speck

Molto utilizzati sono anche i cereali, sia all'interno della polenta (che non è fatta solo con la farina di mais ma spesso viene arricchita da altre farine quali per esempio quella di grano saraceno) che da soli come in foto. L'orzotto che abbiamo gustato era ai funghi. Cremoso, saporito, sicuramente diverso dal classico risotto. Per non farci mancare proprio niente c'è stato anche un assaggio di pennette con speck e panna. Inutile dire che gli ingredienti locali hanno reso il "semplice" piatto un vero e proprio spettacolo per i sensi.

Polenta & Spiedo

Parlando di polenta, invece, nulla a che vedere con quella mangiata sin'ora in questi ultimi 25 anni di vita. Cremosa, morbida, saporita e, come potete vedere in foto, servita da uno spiedo di carni miste aromatizzate con foglie di salvia. In una ciotola a parte servivano l'olio di cottura della carne, che potevi versare direttamente sullo spiedo o al di sopra della polenta, per condirla.

Piatto "Padaveno" - Polenta con crauti, Goulash, Canederlo e Wurstel, Arrosto di cervo


E una bella fetta di polenta, ai ferri però, ce l'hanno servita anche presso la birreria Pedavena a Trento. Locale  storico nel cuora della città, con tanto di propria distilleria interna , offre questo ricco e abbondante piatto della casa anche in estate. E questo comprende anche una generosa porzione di crauti, il Goulash (spezzatino di origine austroungherese a base di manzo), un Canederlo grosso quanto un'arancia, un Wurstel di quelli artigianali ed, infine, un bel pezzo di arrosto di cervo. Inutile dire che, a fine pasto, sentivo chiaramente che il mio stomaco non avrebbe retto oltre. Fortuna che c'era la birra scura, ad aiutarmi a mandar giù, e sul finire anche una deliziosa grappa alla pesca.

Birra rossa e Birra scura della casa, rigorosamente alla spina


Potevano mancare all'appello i dolci? Ovviamente no. Oltre alle deliziose torte che la nostra padrona di casa, Ilaria,  aveva la bontà di prepararci ogni mattino (con sommo gaudio di tutti) non potevo farmi mancare due dei dolci più "tipici" del posto. Innanzitutto lo strudel di mele, quello tradizionale. Uno scrigno di pasta sfoglia contenente sottili fettine di mele aromatizzate con la cannella, briciole di biscotto, uvetta, e accompagnato con un ciuffo abbondante di cremosa panna, una spolverata  di zucchero a melo e qualche goccia di topping al caramello.

Strudel di mele

Ed infine un tiramisù ma...alle patate! Patate che sono uno dei tanti prodotti locali e che vengono utilizzate spesso anche nei dolci. In questo caso sono cotte, ridotte a crema, mescolate alla ricotta e servite in un semifreddo compatto, che racchiude all'interno uno strato di biscotti inzuppati al caffè. Anche qui una spolveratina di zucchero a velo e un delizioso topping ai frutti di bosco per completare il piatto che risulta fresco, delicato e leggero.

Tiramisù alle patate


Sono state giornate intense, faticose a volte, ma incredibili. Non importa se la bilancia segna, inesorabilmente, qualche tacca in più rispetto alla partenza. Ho goduto di ogni momento, ogni morso, ogni istante passato in compagnia delle splendide persone che ci hanno ospitato, dei miei compagni di viaggio, dei nuovi incontrati strada facendo. Ammetto di aver provato una lieve malinconia, nel lasciare quei posti. Lieve, perchè l'entusiasmo e la soddisfazione per l'esperienza vissuta erano tali da tenere ben lontani ogni forma di malumore.
E poi, chissà...non è detto che non vi ritorni. Magari in inverno.
A presto

- Noemi -