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mercoledì 27 agosto 2014

Torta "Margherite in rosa" per il compleanno di Paola



Colgo la scusa, con ogni nuova torta che mi viene commissionata, di sperimentare nuove tecniche e preparazioni. Ricette particolari, accostamenti nuovi di sapori. Questa volta, almeno con il gusto, sono andata sul classico. La base è una quattro quarti, farcita con marmellata di lamponi fatta in casa e crema al cioccolato. La quattro quarti, per via della presenza del burro, è una base di per sè umida e compatta ma ho comunque deciso di bagnare gli strati con una bagna leggermente aromatizzata al rhum. Ho poi rivestito il tutto con ganache al fondente e ricoperto la torta con la pasta di zucchero. Il colore fucsia mi è stato espressamente richiesto dalla festeggiata, cosi come la presenza di margherite ad adornare la torta.


Ho utilizzato la gum paste bianca e gialla per realizzare margherite di differenti forme e dimensioni. Tre margherite grandi, sei doppie margherite di medie dimensioni, nove margherite piccole e ventisette piccole margheritine. La maggior parte sono state disposte lungo la parte superiore della torta, utilizzando la ghiaccia reale come collante e ravvivando il tutto con tocchi di verde dati dalle foglioline.


Il bordo è stato decorato con margherite piccole e piccoli pois in Royal Icing, riportati anche lungo il bordo della torta. Per realizzare le venature dei petali ho utilizzato uno stuzzicadenti, mentre per il pistillo ho usato il retro in metallo a trama fitta. A quanto pare la torta è piaciuta, e come sempre questa è la più grande delle soddisfazioni. L'idea che nel mio piccolo possa rendere una ricorrenza, piccola o grande che sia, ancora più speciale. Vi lascio con qualche altra foto.



martedì 21 gennaio 2014

Porcellini ovunque!






Ultimamente, è periodo. No, non c'entra Peppa Pig (ed anzi, tenete i bambini lontani da questo post) quanto la tradizione made in Calabria di preparare, in occasione della macellazione del maiale, le Frittole. Anche lo scorso anno ho fatto un dolce per quest'occasione. Questa che vedete qui sopra, però, non è la torta che ho realizzato per noi. E' un regalo, ad una coppia di amici molto legata alla mia famiglia, portata durante la loro frittolata per l'appunto. La torta è una moretta, con bagna al rhum, farcita di Camy Cream e ricoperta di ganache al cioccolato fondente (che preferisco alla crema al burro in quanto smorza un pò la dolcezza della pasta di zucchero).
La pasta è stata colorata a  mano, ed ho realizzato degli steccati, i porcellini e la mangiatoia (quello all'interno è riso soffiato. Che ha, peraltro, riscosso grande successo tra i più piccoli). Ultimamente mi sto specializzando nelle torte Last Minute. Tipo che te le chiedono un giorno, per quello seguente. Qualcosa di riposante, insomma. Ringrazio mio padre, ovviamente, per la faticaccia. Ma ne è valsa la pena, visto quanto è piaciuta sia esteticamente che  "mangerecciamente".



Questi, invece, sono i miei primi cake pops. Ossia dei dolcetti su stecco che ho fatto per riciclare le vagonate di pandoro avanzate delle feste e a cui ho dato la forma di piccoli porcelli. Come promesso, inserisco qui sotto la ricetta

Ingredienti 

  • Pandoro da un kg
  • Un vasetto da 270 gr di crema gianduia (per me Nero Perugina)
  • Uno - due cucchiai di formaggio cremoso (per me Philadelphia)
  • 500 gr di cioccolato bianco per copertura
  • Pasta di zucchero rosa e nera q.b
  • Zucchero a velo q.b


La ricetta è davvero semplicissima. Ho sbriciolato il pandoro eliminando la parte esterna più scura, un pò troppo duretta, fino ad ottenere una sorta di farina priva di grumi. Ho poi aggiunto la crema, mescolando con un cucchiaio, e il formaggio. Il formaggio si mette ad occhio, nel senso che va dosato a seconda di quanto il pandoro assorbe le crema. Dobbiamo ottenere un composto compatto, come quello per le polpette, che non sia appiccicoso e che sia ben amalgamato. Formiamo tante piccole polpettine a cui daremo una forma leggermente ovale e disponiamole sulla carta forno. Lasciamo in frezeer ad indurire per qualche ora.



Modelliamo, nella pasta di zucchero, piccole palline rosa. Schiacciamole fino ad ottenere una piccolaa ellissi e con uno strumento a punta ricaviamo le narici. Per le orecchie, invece, basteranno piccoli rombi. Infine, gli occhi sono due palline molto piccole di pasta di zucchero nera Quando sono indurite passiamole nello zucchero a velo, e infiliamo lo stecco. Lo zucchero a velo serve a fare aderire meglio il cioccolato. In merito allo stecco, vendono proprio quelli adatti per fare i lollipos ma, non trovandoli, potete benissimo usare gli stecchini di legno per spiedini. Sciogliamo il cioccolato a bagnomaria aggiungendo una punta di colorante alimentare in gel rosso, per ricreare la giusta gradazione di rosa. Ricopriamo, aiutandoci con un cucchiaio, i dolcetti eliminando l'eccesso semplicemente facendo girare tra le dita lo stecco  in modo che coli verso il basso. Prima che si solidifichi del tutto attacchiamo il musetto, le orecchie e gli occhi



Potete sbizzarrirvi sia con le creme da usare per la farcia che con la copertura esterna, optando ad esempio per la ghiaccia anzichè per il cioccolato, e arricchendo i cake pops con granella di nocciole, gocce di cioccolato e quant'altro vi suggeriscono il gusto e la fantasia. Il pandoro, ad esempio, può essere sostituito con una torta margherita, un pan di spagna, un dolce semplice che è diventato troppo "secco" e non piace più troppo in famiglia


A presto

- Noemi -

venerdì 10 gennaio 2014

Torta "Botte di Vino Buono"


Questa è la prima torta di compleanno che realizzo per un uomo. Oltre ad essere la prima torta per i quarant'anni e la prima torta a forma di botte di vino. Insomma, un vero e proprio esperimento in tutto. Non ho avuto particolari indicazioni relativamente all'estetica della torta, ed il cliente mi ha dato praticamente carta bianca. Inizialmente avevo optato per una torta a forma di boccale di birra, ma appurato che il festeggiato prediligeva il vino ho convertito il soggetto. Dovendo bastare per una trentina di persone si tratta, in realtà, di due diverse torte da 24 cm. Per base ho scelto un Pan di Spagna, con bagna al Baylies, farcito con crema al latte e crema alla nocciola, rivestito di crema al burro. 


Ho poi rivestito l'intero cilindro con rettangoli di pasta di zucchero. Per ottenere l'effetto del legno ho utilizzato un foglio di acetato della Decora, mescolando alla pasta di zucchero un pò di cacao amaro. Lo stesso cacao l'ho poi spolverizzato con un pennellino lungo i solchi, per conferire maggiore profondità ai rilievi. Ho poi montato le fascette che tengono strette la botte, il coperchio con tanto di tappo, un grappolo d'uva con foglie e viticci e l'etichetta, realizzando la scritta con un pennarello alimentare.


Penso che la soddisfazione più grande sia stata ricevere i complimenti dell'amica che, al festeggiato, aveva fatto il mio nome! E, per fortuna, ho trovato una persona estremamente gentile che si è addirittura preoccupata di venirmi incontro con orari e trasporto. Vi assicuro, non capita spesso di trovare gente cosi disponibile. Sono stata, quindi, maggiormente contenta che la torta sia piaciuta

A presto

- Noemi -

mercoledì 23 ottobre 2013

Torta "Prato fiorito"



Questa torta l'ho realizzata qualche tempo fa, e mi è stata richiesta per il compleanno di una ragazza. In realtà ho avuto carta bianca, sia per quanto riguarda la base e la farcia che per la decorazione esterna. Nessun colore base, e come unica indicazione quella di realizzare qualcosa che fosse floreale, magari con qualche animaletto simpatico qua e la. Inizialmente ero più orientata verso qualcosa di classico (base bianca, mille fiorellini colorati sparsi qua e la). Ma poi mi è stato consigliato di provare a fare qualcosa di più brioso e giovanile. Un prato, ma realizzato in 3d. Considerato quanto è piaciuta e quanto io sia stata soddisfatta del risultato finale devo ringraziare Francesca per avermi suggerito l'idea.



La base che ho utilizzato è quella classica della Moretta, con una leggera bagna al Rhum e farcita con crema al latte di  Nanny. Ho poi ricoperto la torta con uno strato leggero di crema al burro aromatizzata al rhum e rivestito con pasta di zucchero fatta in casa. Con la pasta di zucchero avanzata ho poi realizzato sia gli elementi floreali che i piccoli insetti che ornano l'intera superficie della torta.


Il prato corre tutto intorno al bordo della torta. Foglie e fiori stilizzate, ma anche margherite, campanule. Coccinelle e piccole api, di cui ho disegnato anche la traiettoria seguita in volo. Nella parte inferiore, con la ghiaccia reale, ho realizzato un piccolo bordo bianco. E, sempre in bianco, nella parte superiore ho aggiunto il nome della festeggiata assieme alla scritta d'auguri. E' incorniciato da piccole farfalle in pasta di zucchero, dipinte a mano con colori perlescenti e disposte come se si fossero appena posate li vicino, con le ali ancora leggermente alzate.



Come sempre, l'espressione felice della cliente mi ha ripagato dello sforzo. Realizzata in appena due giorni, zucchero ovunque per casa, ansia durante tutto il tragitto fino al luogo della consegna ma...alla fine ce l'ho fatta! E a quanto pare oltre all'aspetto hanno apprezzato la torta anche dal punto di vista gastronomico, visto che hanno fatto persino il bis!

A presto

- Noemi -

mercoledì 4 settembre 2013

Bavette & Gattini




Ricamare mi rilassa. Paradossalmente, più il ricamo è complesso e articolato più riesco a distendermi e rilassarmi. Il punto croce, di per sè, non è difficile e basta davvero dare un'occhiata  a qualche sito internet per rendersi conto che, a furia di incrociare "piccole x" sul tessuto si possono dare vita a veri e propri capolavori. Il mio, ovviamente, capolavoro non è...si tratta di un pensierino. Commissionatomi da mia madre, per la nascita della nipotina di una collega, e realizzato poco prima di partire per le vacanze. Non è la prima volta che realizzo questo gattino, trovato su di uno speciale di Mani di Fata dedicato ai bambini, ed è un motivo che apprezzo particolarmente e che in genere tendo a personalizzare di volta in volta.


Questa volta, oltre a mettere un fiocchetto rosa tra le orecchiette della micia, ho anche ricreato un praticello con diversi fiori colorati, e qualche farfalla qua e la, intorno alla gattina. In fine il nome, realizzato prendendo spunto da una bavetta vista su di un sito internet. I punti che ho utilizzato, come detto, sono il punto croce ed il punto scritto...nel caso desideraste farlo anche voi o riceverne uno su commissione scrivetemi via mail :) nel frattempo auguro a tutti buon pranzo (o buona pappa, a seconda dei casi)

- Noemi - 

martedì 2 aprile 2013

Le mie Uova di Pasqua

Una carrellata delle uova che ho realizzato quest' anno. Alcune mi sono state commissionate, altre invece le ho regalate ad amici e  parenti.



L'obbrobr...Pardon, personaggio, che vedete raffigurato è uno dei protagonisti del cartone Gormiti. Non è mia intenzione stare qui a dilungarmi su quanto siano orribili questi cartoni animati moderni nè quanto fossero belli quelli dei miei tempi...semplicemente, il coso in questione piaceva al bambino a cui era destinato l'uovo, e quindi ho fatto poco la schizzinosa e mi sono data da fare. Ghiaccia reale colorata, sia per il personaggio che per il bordo, dove ho cercato di ricreare l'effetto "fango" visto che questo mostriciattolo ha come elemento identificativo la terra.



Tutto sommato mi sono divertita a realizzarlo. Anche se devo, assolutamente, procurarmi un bocchettone per sac a poche numero 0. Il numero 1 della Wilton, con cui ho realizzato i contorni, è troppo spesso e  particolari sono un pò sacrificati.


Questo, invece, mi è stato commissionato. Spesso tendiamo a dimenticarci delle mamme, cosi premurose e gentili verso di noi...ebbene, questa "figlia" ha voluto omaggiare la sua mamma con una scritta ad hoc, e qualche elemento estremamente femminile. I fiorellini sono realizzati in pasta di zucchero, mentre scritta e cammeo sono in ghiaccia reale.


Particolare del cammeo. Ho cercato di realizzare una chioma riccioluta, e impreziosito il collo della damnina con una tripla fila di perle. Tres chic. E' una tecnica fantastica, quella del pressure piping...ma decisamente ho ancora tanto e tanto da imparare.


Anche in questo caso ho voluto decorare il bordo, con una fila di mezze margherite e una serie di minuscoli puntini.




E infine un ultimo uovo, che stavolta è un regalo. Diversi bordini, tutti realizzati in ghiaccia, a impreziosire una metà del dolce.

Che ve ne pare? Ma sopratutto...quante uova avete ricevuto questa Pasqua? E avete idea su come "smaltirle"?

A presto

- Noemi -

martedì 19 marzo 2013

Torta "Camicia & Cravatta" per la Festa del Papà


Non è la prima volta che preparo una torta del genere...e forte del detto "pratica fa maestro" stavolta sono entrata meno in crisi per dettagli come colletto / cravatta. Premetto sin da subito che questo dolce non è per mio padre. Lui odia le cravatte, con tutta l'anima, pensa siano i discendenti di qualche antico metodo di tortura e persino il giorno del matrimonio, non appena messo piede in macchina per andare al ristorante, se n'è sbarazzato. Morale: abbiamo delle foto del matrimonio con papà versione elegante e papà versione casual. Chicche di stile a parte, questa torta mi è stata ordinata da una cara amica per il proprio, di padre, raccomandandomi di evitare il colore rosa e scegliendo, come gusto, quello fresco del limone.




Detto, fatto. La base è una Quattro Quarti al limone, bagnata al limoncello e farcita con crema Chantilly al limone. Ho ricoperto la torta con crema al burro e poi rivestito il dolce con pasta di zucchero  fatta in casa. In merito al look, ho scelto un classico camicia bianca e cravatta rossa. La cravatta è dipinta a mano, così come l'etichetta nel colletto sulla quale ho inserito una "marca" un  pò particolare.


Infine per renderla più realistica ho aggiunto anche un piccolo taschino, le impunture a mano lungo le cuciture e dato una forma "ondulata" alla cravatta.

Buona Festa del Papà a tutti!

- Noemi -

sabato 9 marzo 2013

Damine e Mimose per la Festa della Donna



Personalmente non credo si debba disprezzare l'istituzione della festa quanto l'atteggiamento di alcune, nel prendere parte ai festeggiamenti. Insomma, non trovo nulla di male nel ritagliarsi, dal tran tran quotidiano, una scusa come un altra per organizzare qualcosa di carino. Per me "qualcosa di carino" è fare biscotti. E in questo caso ho voluto riprodurre il fiore simbolo di questa giornata e cimentarmi, per la prima volta, in qualcosa che ammiro da sempre nei lavori di Donatella Semalo e che sin'ora non ho mai osato realizzare: i cammei in ghiaccia reale.


Ho ancora molto da imparare, e mi occorre ancora tanta pratica. Però trovo sempre più affascinanti i risultati che si possono ottenere con un pò di albume e zucchero a velo. L'impasto dei biscotti è semplicissimo, e vi posto qui di seguito la ricetta

Ingredienti

  • 200 gr di farina
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 1 uovo
  • 100 gr di burro a temperatura ambiente
  • 1 fialetta di aroma alla vaniglia
  • la scorza grattugiata di un limone


Impastate velocemente gli ingredienti tra loro, dopodichè avvolgete il panetto con la pellicola e mettete in frigo a riposare, meglio se per tutta la notte. Stendete la pasta con uno spessore di circa mezzo centimetro, ritagliate le forme a piacere e cuocete su di una teglia rivestita di carta forno a 180° per circa dieci minuti. I biscotti dovranno diventare appena dorati




Per decorare i biscotti ho poi utilizzato la ghiaccia reale, come dicevo poc'anzi. Anche in questo caso la ricetta è semplicissima: albume d'uovo, zucchero a velo, e qualche goccia di succo di limone. In linea di massima le proporzioni tra gli ingredienti e il procedimento è questo

Royal Icing - Ricetta  

  • 1 albume di uovo (possibilmente pastorizzato)
  • zucchero a velo in quantità pari a 6 volte il peso dell'albume
  • 1-2 gocce di limone
Con l'aiuto di una spatola pulitissima aggiungere gradatamente lo zucchero all'albume, mescolando piano fino ad ottenere la consistenza di una crema. A questo punto aggiungere il limone, ed incorporare lentamente il resto dello zucchero fino ad ottenere la consistenza desiderata.



A seconda della tecnica da utilizzare la quantità di zucchero a velo cambia. Per realizzare questi biscotti io ho utilizzato inizialmente la tecnica "run-out" dove la consistenza della ghiaccia, a cui viene aggiunta una goccia d'acqua, è piuttosto liquida (tracciando nella ciotola un segno con la spatola il segno scompare entro dieci secondi) creando il cammeo bianco che poi ho decorato con piccoli tralci della piantina. Ho realizzato prima un bordino in ghiaccia, aggiunto la goccia d'acqua per renderla più morbida e riempito il biscotto per ottenere il cammeo. Prima di decorarlo ho, ovviamente, lasciato asciugare.



Per la mimosa ho utilizzato una consistenza diversa denominata "off peaks". La si ottiene quando, immergendo la spatola nella ghiaccia  e rialzandola, i ciuffi di ghiaccia rimarrano ben su, in alto, senza afflosciarsi. Utilizzando il beccuccio numero uno ho realizzato dapprima i fiori, in seguito le foglioline. I colori diversi (tre gradazioni di giallo e due diverse) si ottengono aggiungendo, alla ghiaccia, piccole quantità di colori alimentari in gel.


Ho tentato di ricreare l'effetto tipico dei fiorellini che compongo questa piantina..e spero d'esservi riuscita! Questo è il mio piccolo omaggio a tutte le amiche virtuali, a distanza, conosciute durante quest'ultimo periodo.
Buona Festa delle Donne a tutte!

- Noemi -


Con questa ricetta partecipo al Contest "Giornata della Donna" del Molino Chiavazza

domenica 24 febbraio 2013

Il Dolce della Domenica: Dolcetti al cocco e limone per una prof indimenticabile




Ci sono persone che lasciano, che tu lo voglia o meno, un segno decisamente profondo nella tua vita. Gli insegnanti, nel bene o nel male, appartengono a questa categoria. Trascorrono con noi gran parte della loro giornata, mese dopo mese, anno dopo anno. Alcuni si limitano a fare il loro lavoro, asetticamente, badando che alle nozioni seguano altre nozioni e basta. Altri ancora sviluppano una sorta di strano sadismo, verso l'intera classe o solo per alcuni membri della stessa, perseguitandoli e rendendo odiosa non solo la loro figura quanto la loro stessa persona. E poi...capita anche che alcuni, rari come mosche bianche, siano tutt'altra cosa. Vuoi perchè amano il loro lavoro, la loro materia, il confronto con menti più giovani e decisamente ignoranti, costoro ci mettono passione.  Le lezioni, in questi casi, vanno oltre il programma ministeriale e il rapporto che si viene a creare tra alunni e insegnante supera la durata del corso di studi, la stima rimane inossidabile nel tempo e l'affetto creatosi non conosce scadenze, semmai matura. La Prof. Natalia ha incarnato ed incarna ancora, per me, tutto questo. Elegante, persino quando si arrabbiava, ricordo ancora com'era vestita il primo giorno di lezione assieme, il primo sorriso, la prima battuta che mi ha rivolto. Il suo metodo non era tanto quello di spiegarci il passo della Divina Commedia piuttosto che la regoletta in latino, quanto quello di fare zapping tra argomenti di diversa natura, seguendo un filo logico a cui tutti, anche i meno preparati, potevano facilmente aggrapparsi. Ogni lezione era un'avventura diversa, una storia diversa...e noi miracolosamente eravamo un pò meno ignoranti di prima, e un pò più entusiasti. Il fatto che fosse esigente, molto esigente, e all'occorrenza anche severa non ce la faceva amare di meno. Forse perchè lei, da sempre, ci insegnava anche altro. L'amore per la bellezza, per la conoscenza, per la vita. Sono passati sei anni dal mio diploma, e solo a scriverlo mi sembra un'eternità. Nonostante il tempo continui, inesorabilmente, a sfuggirmi dalle dita capita che mi ricordi di andarla a trovare assieme a qualche altra mia compagna di classe dell'epoca. E l'ultima volta, in dono, ho portato questi. Semplicissimi da realizzare, uno tira l'altro neanche fossero ciliegie. Al di la delle regole del galateo, che prevede di portare qualcosa  a chi si va in visita, lo faccio perchè con lei mi sento sempre in debito, in difetto.
Forse perchè mi ha dato tanto, in quei tre anni assieme, forse perchè se non avesse insistito non mi sarei iscritta a Giurisprudenza, non avrei conosciuto il mio migliore amico, e tante meravigliose persone, non sarei dove sono ora nè come sono ora.
Forse. O forse perchè a certa gente, viene spontaneo dire sempre, sentitamente: Grazie!

Ingredienti


  • 250 gr di farina 00
  • 2 uova
  • 100 gr di farina di cocco
  • 150 gr di zucchero
  • 125 gr di burro
  • 50 gr di mandorle tritate finissime 
  • la scorza grattuggiata di un limone
  • 2 cucchiaini di liquore al limoncello 


Per decorare

  • albume
  • cocco rapè q.b







Procedimento

Impastiamo, come per la frolla, lo zucchero, il burro, le uova, le farine, le mandorle e il liquore. Non occorre lavorare molto l'impasto ed una volta amalgamati tutti gli ingredienti il panetto va avvolto nella pellicola e lasciato riposare in frigo per un'ora. Una volta trascorso il tempo previsto ricaviamo delle piccole palline grosse quanto una noce e diamo loro la forma di una polpetta. Passiamole nell'albume e poi rotoliamole nel cocco rapè per ricoprirle. Disponiamole ben distanziate su una placca ricoperta di carta forno e informiamo a 180° per 15 minuti a forno statico. Quando saranno dorati sforniamoli e mettiamoli a raffreddare su una gratella per dolci.



Piccole note

  • La ricetta l'ho presa dal mensile "Più Dolci" di Settembre 2010
  • Il sentore del limone è piuttosto leggero. Nel caso preferiste un gusto più deciso aggiungete più scorza grattugiata
  • Per ricoprire più facilmente e omogeneamente le palline mettete il cocco in un piatto fondo, disponete all'interno poche palline alle volta  e scuotete il piatto con un movimento rotatorio. Le palline, rotolando, si ricopriranno perfettamente di cocco e voi non vi sporcherete le dita. Non troppo.

Buona Domenica a tutti voi
- Noemi -

lunedì 7 gennaio 2013

Casette di Pan di Zenzero


E finalmente, questo Natale, ho provato a realizzare qualche casina in pan di zenzero! La ricetta della base l'ho presa sul forum di Giallo Zafferano (e potete recuperarla qui). E' un dolce tipico delle festività natalizie anglosassoni, estremamente decorativo e particolarmente saporito. Ne ho realizzate due, di diverse dimensioni, entrambe messe in due alzatine in vetro e destinate a diventare "dono" mangereccio. Questa è la più piccola, alta appena dodici centimetri.



L'effetto della neve è reso dalla ghiaccia, e ho abbellito il tetto con delle sfere di zucchero multicolori. Nello sfondo della seconda foto vedete anche un piatto ricolmo di biscottini..anche loro, ovviamente, sono stati realizzati con la medesima base utilizzata per le casine, e decorati con ghiaccia e perle di zucchero.



Quest'altra casina è, invece, decisamente più grande. L'alzatina ha un diametro di circa 29 cm, e la casa era alta circa 15 cm in totale. Anche in questo caso ho utilizzato la ghiaccia come collante, e per ricreare l'effetto della neve. Ho poi addobbato la casa con perle di zucchero multicolore, caramelle alla fragola effetto "twist" e dettagli in pasta di zucchero. Lungo il perimetro della casa ho posizionato qualche alberello, sempre in pan di zenzero, cookies al fondente e frutta secca, e stelline al cioccolato bianco.



La particolarità di quest'ultima casa è che ho inserito, al suo interno, altri due piccoli pensierini per i destinatari. Che quindi sono stati "costretti" a mangiarla per poter trovare la sorpresa al suo interno!



E voi? Avete mai provato a realizzarne una? A presto

- Noemi -

martedì 4 dicembre 2012

Il Dolce della Domenica: Fossette al fondente e noci






Ultimamente ho spesso voglia di biscotti. Di tutti i tipi, di tutti i generi, di tutti i formati. Purchè biscotti. Credo sia iniziata con i Cookies, l'odorino che ha impregnato la casa durante la loro cottura aveva un non so che di ipnotico, per non dire allucinogeno. E quindi eccomi, di Domenica mattina, a provare questa ricetta scoperta tempo fa sul sito di Cookaround e appuntata nei segnalibri. Ero andata a Forlì a trovare un'amica e...potevamo non provare a cucinare qualcosa di sfizioso assieme? Eravamo indecise tra questi dolcini qui e dei biscotti molto simili ai conosciutissimi "Grisbì". La scelta è ricaduta sui secondi, ma l'idea di provare anche questi non mi ha mai abbandonato...e meno male, perchè sono davvero deliziosi! Ovviamente qualche ingrediente mi mancava, e qualche aggiunta tutta mia la volevo apportare. Per cui, per chi volesse provare a fare l'originale posto il link qui. Per chi, invece, vuol fidarsi di questa pasticciona...beh, il procedimento ve lo spiego qui sotto. E colgo l'occasione per ringraziare Cozza, l'utente che ha postato queste meraviglie

Ingredienti


  • 150 gr di farina tipo 00
  • 150 gr di farina Manitoba
  • 70 gr di amido di mais
  • 150 gr di burro
  • 2 pizzichini di sale
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina
  • 3 tuorli d'uova medie
  • 150 gr di zucchero
Per farcire & decorare
  • 150 gr di noci secche
  • 250 gr di cioccolato fondente
  • zucchero semolato q.b 



Procedimento

In una ciotola capiente lavoriamo il burro a pezzetti con lo zucchero aggiungendo, ad una ad una, le uova. Incorporiamo poi le farine, il lievito, l'amido, il sale e la vanillina. Otterremo un composto estremamente morbido. Avvolgiamolo con la pellicola e mettiamo in frigo a riposare per mezz'ora (più si fredda e meglio è). Ricaviamo, dall'impasto, delle palline di circa 15 grammi. Immergiamole da un solo lato nello zucchero a velo, dopodichè adagiamole su una teglia rivestita di carta da forno, il lato non zuccherato deve poggiare sulla carta e vanno disposte ben distanziate l'una dall'altra perchè in cottura gonfiano. Col il dito premiamo al centro di ogni pallina, creando una fossetta.



Inforniamo a 175° gradi per 15 minuti. Togliamo i dolcetti dal forno e, su una superficie piana e finchè sono ancora caldi, premiamo delicatamente col dito per rendere ancora più profonda la fossetta. Lasciamo freddare. Posizioniamo dentro ogni fossetta un pizzico di noci tritate. Sciogliamo il cioccolato a bagnomaria e, aiutandoci con un cucchiaino, riempiamo ogni fossetta. Potete utilizzare uno stuzzicadenti per distribuirlo meglio. Ultimiamo il dolce posizionando un pezzo di noce intera sopra la copertura al cioccolato prima che si freddi.





Piccole note 
- Con questa ricetta qui ottenete circa 60 biscottini. Conservateli in una scatola di latta o a chiusura ermetica perchè temono l'umidità
- Nulla vi vieta di sperimentare accostamenti tra diversi tipi di cioccolato e altra frutta secca, oppure arricchire l'impasto stesso con ulteriori ingredienti. E visto il periodo..potrebbero diventare anche un graziosissimo regalo di Natale!




A casa mia son piaciuti. Anche troppo. Di loro non resta che qualche pallido ricordo ed un foglietto sul piattino con una specifica richiesta "Fanne ancora!"

A presto

- Noemi-

domenica 18 novembre 2012

Il Dolce della Domenica: "I Cookies della Fra" (che non sono della Fra)



Innanzitutto...cos'è un cookie? E' il tipico biscotto da colazione, Americano, burrosissimo, croccante e friabile. Possiamo trovarne diverse, mirabolanti, variabili (con aggiunta di cacao, frutta secca, uva passa) e potete, voi stessi, sperimentarne di nuove magari "italianizzandoli" con prodotti d'eccellenza come il cioccolato di Modica, il pistacchio di Bronte, le nocciole di Giffoni.
Semplicissimi da preparare, ancora più rapidi da mangiare...e visto che Natale è vicino, perchè non trasformarli in regalo mangereccio? Magari confezionandoli in una bella scatola di latta, che tra l'altro li conserva divinamente, dal sapore un pò shabby e vintage, come questa in vendita su www.shab.it


Devo ringraziare Francesca, amica geograficamente distante negata ai fornelli ma di buona forchetta, che nutre una passione quasi morbosa per questi biscotti e che me ne ha parlato per talmente tanto  tempo e con una tale enfasi da spingermi a cercare la ricetta e a cucinarli ( ricetta che, a proposito, è stata presa dal sito di Cookaround). Insomma, alla fine son venuti su talmente bene che ho promesso di spedirglieli per Natale...e siccome la preparazione non è difficile, le feste lontane, e lo stomaco brontola s'è messa a spignattarli anche lei. E questa, signori miei, è la regina delle garanzie.
Perchè se son riusciti alla Fra, riusciranno a tutti.

Ingredienti 
  • 250 gr farina 00
  • 200 gr di gocce di cioccolato fondente
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 125 gr di burro
  • 125 di zucchero di canna
  • 125 gr di zucchero semolato
  • essenza a piacere (io ho usato la buccia grattuggiata di mezzo limone)
  • 1 uovo


Preparazione


Sbattere l'uovo fino a farlo diventare gonfio e spumoso. Aggiungere il burro sciolto, lo zucchero di canna, lo zucchero semolato, l'essenza. Incorporare la farina al bicarbonato ed aggiungerla, poco per volta, all'impasto aggiungendo alla fine il cioccolato. A questo punto avrete ottenuto un impasto piuttosto solido. Se dovesse risultare appiccicoso lasciatelo riposare in frigo, per qualche minuto. Dopodichè ricavate delle palline non troppo grandi e disponetele, ben distanziate, su una teglia rivestita di carta forno. Tenete presente che il dolce, in cottura, gonfia e si allarga per cui non lesinate lo spazio tra una pallina e l'altra. Infine infornata a 180° forno statico per circa una decina di minuti finchè non avranno assunto un bel colore dorato. I biscotti, appena tolti dal forno, sono estremamente delicati. Prima di spostarli dalla teglia vi consiglio di farli raffreddare




Ed ecco l'interno di questi dolcetti. Con queste dosi io ne ho ottenuti circa una trentina. Già volatizzati.
Provateli gente, provateli!

A presto

- Noemi -

martedì 16 ottobre 2012

Topper "Rapunzel"






Rieccomi di ritorno dal mio viaggetto in terra di Romagna. Quattro giorni di relax e divertimento passati a saltellare entusiasta dai mosaici di Ravenna alle piadine con lo squacquerone come se nulla fosse. Un modo per staccare un pò la spina, ritrovare vecchi amici, conoscerne di nuovi, scoprire una città piccola ma deliziosa come Forlì. Insomma, non so se si capisce ma mi sono divertita parecchio. Tuttavia, adesso che son di nuovo nel mio profondamente amato Sud (pur conservando accenti dal vago sapore Romagnolo che, al mio solito, ho assorbito in pochissimo neanche abitassi li da anni) è il momento di rimettersi sui libri. E sui topper. Ebbene si, di tanto in tanto capita anche a me di fare topper. Non è mica una cosa brutta, anzi, solo ho ancora tanta, tantissima strada da fare visto che la tecnica non è perfetta...dopotutto, si può solo migliorare con l'esercizio no? In questo particolare caso ho realizzato il topper per il compleanno di una bambina, con l'esplicita richiesta che raffigurasse Rapunzel del film della Disney.




Ho realizzato un "anima" della statuetta utilizzando un cono in polistirolo, carta di giornale e alluminio. Rivestito poi il tutto con pasta di zucchero, cercando di riprodurre fedelmente i particolari dell'abito e aggiungendo dettagli come il piccolo camaleonte ed una spazzola




I lacci ed i ricami, nonchè i fiorellini, sono realizzati in Royal icing. Ho poi spolverizzato alcune parti con dei coloranti perlescenti (rosa e argento, per la precisione) per dare un tocco prezioso al vestito. Dopotutto è pur sempre per una femminuccia.


I bambini sono rimasti entusiasti, ed il topper è piaciuto molto persino agli adulti. Che dire? Son soddisfazioni!

A presto

Noemi