giovedì 7 marzo 2013

Torta "Happy Pig"




Tra i tanti vantaggi del vivere in campagna c'è, indubbiamente, quello di poter produrre in casa di tutto. Frutta, verdura, salumi, formaggi, carne in genere vengon su direttamente dal produttore al consumatore con la certezza che sai bene ciò che mangi perchè l'hai coltivato/allevato tu stessa. Che, di questi tempi dove magicamente i tortellini al manzo si scoprono esser tortellini al cavallo, non è mica poco. Certo, però, la cosa in se richiede molti sacrifici, dedizione, costanza. Insomma, mentre gli altri staccato dal lavoro si riposano, mio padre è sempre in giro a far qualcosa per l'orto o per gli animali. E pur non trattandosi di un azienda di proporzioni illimitate il tutto richiede sempre un notevole dispendio di tempo ed energie. In genere, dalle mie parti, quando è il momento di macellare i maiali ci si aiuta a vicenda tra parenti, e amici. E poi, a conclusione delle operazioni di insaccamento/congelamento e chi più ne ha più ne metta si mangiano le frittole, un piatto tipico della mia città. Si tratta di parti del maiale (muso, orecchie, costine ecc) lasciate cuocere in una caldaia nel grasso stesso del maiale. La caldaia è alimentata con brace, e la cottura è estremamente lenta. In genere la carne cotta in questo modo viene accompagnata a tavola da tutta una serie di insalate, verdure sott'olio e sott'aceto per poi concludere, da quando pasticcio con lo zucchero, con un dolce. La torta di quest'anno mi è stata commissionata espressamente da mio padre e, visti quanti sacrifici fa per noi, ho voluto rendergli onore riproducendo ciò per cui lavora tanto.



Per cui ho pensato di realizzare un piccolo maiale, interamente commestibile, adagiato su una tavola imbandita. . Per il corpo del porcellino ho utilizzato un impasto di riso soffiato e marshmallow che una volta freddato ho scolpito col coltello mentre testa, muso e zampe sono di salame al cioccolato. Ho poi rivestito il tutto con la pasta di zucchero e aggiunto un pò di colore con dei pigmenti in polvere per evidenziare alcune part quali gli occhi, le orecchie ed il muso




La torta vera è propria era il tavolo, occultato da due diversi tovagliati, uno a scacchi rossi dipinto a mano e l'altro bianco ed entrambi in pasta di zucchero. Si trattava di due morette farcite con Camy cream, con bagna al rhum anacolico visto che c'erano dei bambini.
Devo ammettere che a un certo punto ho pensato di non realizzarla cosi complessa, perchè il giorno dopo la festa dovevo dare un esame un pò ostico e quindi avevo, come sempre, poco tempo a disposizione e tanto studio arretrato da recuperare. Alla fine, però, ho voluto provarci comunque infischiandomene dell'università, delle difficoltà e dei contrattempi. La faccia di mio padre e dei suoi amici nel vedere la torta finita è stata davvero impagabile, e questo compensa da qualsiasi fatica. Non è tanto il ricevere complimenti, che mi entusiasma, quanto il vedere le persone sorprese e felici. E mio padre lo era parecchio.


La foto è un pò sfocata, ed  a proposito ringrazio Francesca per i necessari ritocchi grafici, però rende bene l'idea del momento. E' stata una giornata bellissima, di quelle che ricordi con piacere e ti lasciano addosso tanta allegria. Inoltre, il giorno dopo, ho sostenuto l'esame e preso 27. 
Quindi questa torta ha ben due meriti, per quel che mi riguarda. 
Ha soddisfatto le richieste di un cliente speciale, il papà, e ha dimostrato a me stessa che, quando voglio, posso fare veramente di tutto senza rinunciare a niente.

A presto

- Noemi - 

3 commenti:

  1. Brava Noemi! Questo maialino sembra così reale da far impressione! Quanto ti invidio! Di questi tempi è meglio cercare di fare tutto quel che si può in casa. Ma io, non vivendo in campagna, la carne allevata "in casa" me la sogno. Però ho il mio macellaio di fiducia che ha un allevamento a pochi km dal mio paese. E frutta e verdura li compro sempre a km zero :) Fortunatamente non ho mai comprato quella roba confezionata, mi ha sempre schifato... a ben ragione! :D

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    1. Ciao Ines, grazie :) Il punto è che spesso la gente dimentica che più che la quantità conta la qualità. E quello che si vede adesso ne è il risultato! Capisco che non è semplice, per chi vive in città, fare determinate cose..ma un'alternativ al precotto/prefabbricato c'è sempre. Un abbraccio

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  2. Ciao!...piacere di conoscerti!...rubo solo qualche secondo per presentarti il mio nuovo contest...ricco premio in palio...un viaggio a Budapest!
    Ti aspetto...se ti va!
    http://squisitocooking.blogspot.it/

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