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giovedì 29 gennaio 2015

Save the last pig - L'ultima torta porcellosa (per quest'anno)



Ebbene si, per quest'anno porcelli & porcellini sono terminati. Questa torta è, in realtà, un regalo per una coppia di amici che ci ha invitato a cena. Nel menù, ovviamente, c'erano le frittole di cui vi ho ampiamente parlato qui. A commissionarmela è stato mio padre, un giorno prima della cena, e lasciandomi carta bianca sul tipo di dolce che avrei voluto fare. In sostanza, se l'è liquidata con: "Siamo a frittole da Giovanni, fai una torta". Partendo da questa base ricca di dettagli, ho pensato di ricreare la cosiddetta "caddara" cioè la pentola nel quale vengono fatti cuocere i pezzi ripuliti di maiale, e di metterci ammollo dentro un maialino. Niente cose cruente, per lui è un semplice bagnetto con tanto di bolle di sapone e paperella. 




Ok, la papera ha uno sguardo un pò sconvolto, lo ammetto. Forse perchè la realizzazione di questa torta è stata una vera epopea. Tanto per cominciare, vado a cuocere la base (una Molly cake) e nel rigirarla sulla griglia mi si stacca un pezzo. Con la santa pazienza di questo mondo limo la parte superiore, riducendo il danno. A questo punto mi metto a preparare le creme. La mia idea è quella di sfruttare la ricetta della Mousse espressa di Nigella, declinandola in tre varianti. Cioccolato fondente, cioccolato al latte, cioccolato bianco. Capirete dunque che quando il composto al cioccolato bianco comincia a bruciare il mio cuore subisce un istantaneo distacco arterioso. Con l'anima in pena affondo un cucchiaio nella crema, per capire quanto faccia schifo prima di gettarla. Ma a questo punto, sorpresa delle sorprese, avviene il colpo di scena. Non solo la crema era buona ma la lieve bruciacchiatura le aveva conferito un retrogusto al caramello che - sono certa - non riuscirò mai più a replicare. Mi metto all'opera, comunque, tagliando la torta e bagnandola con acqua e zucchero perchè so che alla cena ci saranno bambini. Peccato che faccio male i conti, e taglio la base in tre strati anzichè in quattro senza contare che ho finito la panna e se voglio stuccare la torta con la ganache devo uscire a comprarla. Sfinita, decido di utilizzare la mousse al fondente come copertura. Ebbene, ho scoperto che questa mousse è anche meglio della ganache per rifinire la torta. Insomma, in un'incessante sequele di disgrazie sono comunque stata fortunata. E ora veniamo all'esterno!



La parte esterna della pentola è stata realizzata con un foglio abbastanza spesso di pasta di zucchero grigia che ho poi reso metallizata con del colorante spray in bomboletta. Per dare meglio l'effetto dell'acqua bollente ho ricoperto la superficie con pasta grigia nella quale ho lasciato applicato delle piccole palline di pasta di zucchero bianca. Stendendola, dava l'effetto a rilievo delle bolle. Ho poi dipinto di blu e applicato qua e la perle di zucchero bianco sulla superficie. Pasta di zucchero anche per la paperella e per la testa del maialino che, però, cela un corpo in polistirolo rivestito. Per motivi di tempo invece di fare gli occhi in maniera "tradizionale" ho scelto uno stile felice da Kawaii giapponese. Ho infine disposto alcune "fiammelle" in pasta di zucchero gialla, dando qualche colpo di pennello con il colorante rosso, per ricreare il fuoco. 



Alla fine di questo giorno di intenso lavoro ero parecchio distrutta, ma anche parecchio soddisfatta. Ha fatto ridere di cuore gli invitati alla cena, ed è piaciuta tanto ai padroni di casa quanto ai miei genitori. E' piaciuto un pò meno il caos che ho lasciato in giro in casa ma...insomma, avevo un giorno di tempo per realizzare tutto questo. Non so dovevo anche passare la cera ai pavimenti?

A presto

- Noemi -

mercoledì 7 gennaio 2015

Torta "Porcelli nel fango"



Primo post del 2015. E mi auguro non sia l'ultimo, insomma. Sto cercando di riprendere le care, vecchie, abitudini e tra queste c'è anche quella di aggiornare il blog regolarmente. La torta qui sopra non è del tutto farina del mio sacco. L'idea mi è stata offerta da Pinterest, e siccome in questo periodo a casa mia si è soliti macellare il maiale ho pensato di farla in occasione delle frittole. Un momento in cui ci ritroviamo, tra amici e parenti, per gustare una delle più classiche preparazioni del mio territorio, che preveda la cottura di diverse parti del maiale nel grasso di quest'ultimo. La carne diventa tenere, succosa, e saporita. Non esattamente l'ideale in termini di linea dopo le feste appena passate, ma comunque un piatto che vale la pena d'assaggiare. Per quanto riguarda la ricetta si tratta di una torta Moretta, farcita con due tipi di Camy Cream. Una classica, e l'altra arricchita con pasta di nocciole e dose panna extra. Tra uno stato e l'altro di crema ho messo anche dei sottili dischi di cioccolato fondente. Ho poi ricoperto il sopra della torta con della ganache al cioccolato fondente, realizzata con metà panna e metà cioccolato, e ricreato lo steccato del porcilaio con dei biscottini ricoperti al cioccolato, tipo Togo. Ecco una foto dell'interno 



Adesso sfido la vostra attenzione. Osservate bene il perimetro. Cosa manca?




Eh si, come potete vedere non c'è la parte posteriore del recinto. Perchè? Eh beh, forse perchè il mattino seguente all'assemblaggio, quando mi sono svegliata bella pimpante con l'intento di finire la torta in tempo per il pranzo, ho trovato TUTTA la mia famiglia intenta a pasteggiare giusto giusto coi biscotti che mi servivano per la decorazione. Chissà! I porcellini, a proposito, sono realizzati in pasta di zucchero (ho comprato un panetto rosa ed uno nero della Modecor, da 250 grammi, e sono ovviamente avanzati). Rispetto al progetto originale ho aggiunto una maialina. Giusto per distinguerla le ho donato un bikini e un fiocchetto, le ho messo un bel rossetto sul grugno e un pò di smalto sulle unghiette. 



Non ho utilizzato bagna, per questa torta, perchè la moretta di suo è abbastanza umida. Volendo, nel caso voleste riproporla ai vostri commensali, potete inumidirla con moderazione (ricordatevi che sopra deve sostenere il peso delle decorazioni). Inoltre vi suggerisco di glassare abbondantemente anche i lati della torta, per far aderire meglio i bastoncini. A me, che non l'ho fatto, si staccavano in continuazione. Comincio a pensare che quei dolcetti siano maledetti. 

Noemi 

mercoledì 27 agosto 2014

Torta "Margherite in rosa" per il compleanno di Paola



Colgo la scusa, con ogni nuova torta che mi viene commissionata, di sperimentare nuove tecniche e preparazioni. Ricette particolari, accostamenti nuovi di sapori. Questa volta, almeno con il gusto, sono andata sul classico. La base è una quattro quarti, farcita con marmellata di lamponi fatta in casa e crema al cioccolato. La quattro quarti, per via della presenza del burro, è una base di per sè umida e compatta ma ho comunque deciso di bagnare gli strati con una bagna leggermente aromatizzata al rhum. Ho poi rivestito il tutto con ganache al fondente e ricoperto la torta con la pasta di zucchero. Il colore fucsia mi è stato espressamente richiesto dalla festeggiata, cosi come la presenza di margherite ad adornare la torta.


Ho utilizzato la gum paste bianca e gialla per realizzare margherite di differenti forme e dimensioni. Tre margherite grandi, sei doppie margherite di medie dimensioni, nove margherite piccole e ventisette piccole margheritine. La maggior parte sono state disposte lungo la parte superiore della torta, utilizzando la ghiaccia reale come collante e ravvivando il tutto con tocchi di verde dati dalle foglioline.


Il bordo è stato decorato con margherite piccole e piccoli pois in Royal Icing, riportati anche lungo il bordo della torta. Per realizzare le venature dei petali ho utilizzato uno stuzzicadenti, mentre per il pistillo ho usato il retro in metallo a trama fitta. A quanto pare la torta è piaciuta, e come sempre questa è la più grande delle soddisfazioni. L'idea che nel mio piccolo possa rendere una ricorrenza, piccola o grande che sia, ancora più speciale. Vi lascio con qualche altra foto.



martedì 21 gennaio 2014

Porcellini ovunque!






Ultimamente, è periodo. No, non c'entra Peppa Pig (ed anzi, tenete i bambini lontani da questo post) quanto la tradizione made in Calabria di preparare, in occasione della macellazione del maiale, le Frittole. Anche lo scorso anno ho fatto un dolce per quest'occasione. Questa che vedete qui sopra, però, non è la torta che ho realizzato per noi. E' un regalo, ad una coppia di amici molto legata alla mia famiglia, portata durante la loro frittolata per l'appunto. La torta è una moretta, con bagna al rhum, farcita di Camy Cream e ricoperta di ganache al cioccolato fondente (che preferisco alla crema al burro in quanto smorza un pò la dolcezza della pasta di zucchero).
La pasta è stata colorata a  mano, ed ho realizzato degli steccati, i porcellini e la mangiatoia (quello all'interno è riso soffiato. Che ha, peraltro, riscosso grande successo tra i più piccoli). Ultimamente mi sto specializzando nelle torte Last Minute. Tipo che te le chiedono un giorno, per quello seguente. Qualcosa di riposante, insomma. Ringrazio mio padre, ovviamente, per la faticaccia. Ma ne è valsa la pena, visto quanto è piaciuta sia esteticamente che  "mangerecciamente".



Questi, invece, sono i miei primi cake pops. Ossia dei dolcetti su stecco che ho fatto per riciclare le vagonate di pandoro avanzate delle feste e a cui ho dato la forma di piccoli porcelli. Come promesso, inserisco qui sotto la ricetta

Ingredienti 

  • Pandoro da un kg
  • Un vasetto da 270 gr di crema gianduia (per me Nero Perugina)
  • Uno - due cucchiai di formaggio cremoso (per me Philadelphia)
  • 500 gr di cioccolato bianco per copertura
  • Pasta di zucchero rosa e nera q.b
  • Zucchero a velo q.b


La ricetta è davvero semplicissima. Ho sbriciolato il pandoro eliminando la parte esterna più scura, un pò troppo duretta, fino ad ottenere una sorta di farina priva di grumi. Ho poi aggiunto la crema, mescolando con un cucchiaio, e il formaggio. Il formaggio si mette ad occhio, nel senso che va dosato a seconda di quanto il pandoro assorbe le crema. Dobbiamo ottenere un composto compatto, come quello per le polpette, che non sia appiccicoso e che sia ben amalgamato. Formiamo tante piccole polpettine a cui daremo una forma leggermente ovale e disponiamole sulla carta forno. Lasciamo in frezeer ad indurire per qualche ora.



Modelliamo, nella pasta di zucchero, piccole palline rosa. Schiacciamole fino ad ottenere una piccolaa ellissi e con uno strumento a punta ricaviamo le narici. Per le orecchie, invece, basteranno piccoli rombi. Infine, gli occhi sono due palline molto piccole di pasta di zucchero nera Quando sono indurite passiamole nello zucchero a velo, e infiliamo lo stecco. Lo zucchero a velo serve a fare aderire meglio il cioccolato. In merito allo stecco, vendono proprio quelli adatti per fare i lollipos ma, non trovandoli, potete benissimo usare gli stecchini di legno per spiedini. Sciogliamo il cioccolato a bagnomaria aggiungendo una punta di colorante alimentare in gel rosso, per ricreare la giusta gradazione di rosa. Ricopriamo, aiutandoci con un cucchiaio, i dolcetti eliminando l'eccesso semplicemente facendo girare tra le dita lo stecco  in modo che coli verso il basso. Prima che si solidifichi del tutto attacchiamo il musetto, le orecchie e gli occhi



Potete sbizzarrirvi sia con le creme da usare per la farcia che con la copertura esterna, optando ad esempio per la ghiaccia anzichè per il cioccolato, e arricchendo i cake pops con granella di nocciole, gocce di cioccolato e quant'altro vi suggeriscono il gusto e la fantasia. Il pandoro, ad esempio, può essere sostituito con una torta margherita, un pan di spagna, un dolce semplice che è diventato troppo "secco" e non piace più troppo in famiglia


A presto

- Noemi -

venerdì 10 gennaio 2014

Torta "Botte di Vino Buono"


Questa è la prima torta di compleanno che realizzo per un uomo. Oltre ad essere la prima torta per i quarant'anni e la prima torta a forma di botte di vino. Insomma, un vero e proprio esperimento in tutto. Non ho avuto particolari indicazioni relativamente all'estetica della torta, ed il cliente mi ha dato praticamente carta bianca. Inizialmente avevo optato per una torta a forma di boccale di birra, ma appurato che il festeggiato prediligeva il vino ho convertito il soggetto. Dovendo bastare per una trentina di persone si tratta, in realtà, di due diverse torte da 24 cm. Per base ho scelto un Pan di Spagna, con bagna al Baylies, farcito con crema al latte e crema alla nocciola, rivestito di crema al burro. 


Ho poi rivestito l'intero cilindro con rettangoli di pasta di zucchero. Per ottenere l'effetto del legno ho utilizzato un foglio di acetato della Decora, mescolando alla pasta di zucchero un pò di cacao amaro. Lo stesso cacao l'ho poi spolverizzato con un pennellino lungo i solchi, per conferire maggiore profondità ai rilievi. Ho poi montato le fascette che tengono strette la botte, il coperchio con tanto di tappo, un grappolo d'uva con foglie e viticci e l'etichetta, realizzando la scritta con un pennarello alimentare.


Penso che la soddisfazione più grande sia stata ricevere i complimenti dell'amica che, al festeggiato, aveva fatto il mio nome! E, per fortuna, ho trovato una persona estremamente gentile che si è addirittura preoccupata di venirmi incontro con orari e trasporto. Vi assicuro, non capita spesso di trovare gente cosi disponibile. Sono stata, quindi, maggiormente contenta che la torta sia piaciuta

A presto

- Noemi -

martedì 24 dicembre 2013

Un pò del mio Natale...



...Il resto, ve lo mostrerò domani. I mesi sono volati, quest'anno, e davvero se ci penso non riesco a credere che il 2013 sia già finito e stia per iniziare un nuovo anno. Ho trascurato il blog per qualche mese, ma ho continuato a cucinare, sperimentare nuove tecniche, lavorare con carta, ago e filo. Spero di avere il tempo e l'entusiasmo necessari a pubblicare tutti i lavori effettuati sino ad ora. Ma, nel mentre, come da titolo vi mostro come ho addobbato casa e cosa ho realizzato per i miei cari e per gli amici.




Biscotti. Oltre ai più tradizionali "petrali" (compresa la versione Nutella&nocciole) anche quest'anno non è mancato il Pan di Zenzero decorato con ghiaccia reale e piccole perle di zucchero a richiamare i riflessi della neve o quel tocco di oro che, di questo periodo, è davvero un must. Inoltre, e non sono ahimè pervenute testimonianze visive di ciò, ho preparato anche dei frollini al cioccolato e pistacchio e dei classici cookies. Ma, come dicevo, sono stati spazzolati e/o devoluti ai cesti per gli amici prima ancora che potessi fare loro anche solo una misera fotina. Sob. 


Il centrotavola, invece, dubito verrà mangiato nonostante l'invitante presenza di meringhe e di anice stellato nella composizione. Tanto bianco, un tocco di rosso, sale grosso a ricreare la neve e le suggestive trasparenze del vetro sono tutto ciò che è servito per crearlo. E poi candele, che accenderemo la sera della vigilia, per creare ancora di più l'atmosfera "giusta". Che poi mio padre brontoli che la casa sembri un cimitero è un altro discorso.



I fiocchi di neve non sono solo sui mobili, intagliati nella carta. Eccone uno sospeso sul centrotavola, mentre dal lampadario sbucano stelle di Natale in vellutino rosso.  Le stesse che poi ho inserito nell'albero, per riempire i vuoti delle decorazioni. Insomma, mi pare giusto che anche le luci siano vestite a festa.


Ed a proposito di albero...il mio eccolo qui. Ponpon ad effetto neve, stelle di ogni forma e dimensione, ma anche ghiaccioli, sfere multicolore in vetro o materiali diversi. Il mio albero è pieno zeppo di differenti decori, una mescolanza allegra di luci, differenze, contrasti. Non è monocolore, nè monotematico. E' un pò come me, insomma, che adoro mescolare le passioni e gli stili per creare qualcosa che, forse non piacerà a tutti, ma è di certo unico nel suo genere.


Concludo, infine, con il Presepe. Quest'anno a festeggiare con noi c'è un ospite in più. Un coniglietto tremendamente monello, che ha appena scoperto una nuova passione: l'arrampicata. Onde evitare l'effetto "Godzilla tra i pastori" il presepe è stato costruito in altezza. E quest'anno abbiamo anche il cielo. Roba di lusso, insomma. Ringrazio come sempre il "santo" di turno che ha premurosamente procacciato due secchi di muschio alla figlia. 


Si sta facendo tardi, e tra poco mi metterò ai fornelli. Il menù di stasera, nel caso possa ispirarvi, prevede:

Antipasto 
- Bruschette in salsa romesco con alici marinate
- Cozze in insalata
- Tortiera di alici

Primo
- Fusilli ricci con conchigliame vario, pomodori secchi e datterini
- Paccheri al gratin con gamberi, patate e stracchino

Secondo
- Coppette con delizie di spada
- Involtini di spada farciti al salmone
- Impepata di cozze
- Branzino al sale

Nei prossimi giorni pubblicherò le ricette. Intanto, riposto la foto dei biscotti. Virtualmente, ve ne offro uno. Augurandovi di passare un felice, sereno, rilassato e gustoso Natale in famiglia.




Auguri a tutti!

- Noemi -

mercoledì 23 ottobre 2013

Torta "Prato fiorito"



Questa torta l'ho realizzata qualche tempo fa, e mi è stata richiesta per il compleanno di una ragazza. In realtà ho avuto carta bianca, sia per quanto riguarda la base e la farcia che per la decorazione esterna. Nessun colore base, e come unica indicazione quella di realizzare qualcosa che fosse floreale, magari con qualche animaletto simpatico qua e la. Inizialmente ero più orientata verso qualcosa di classico (base bianca, mille fiorellini colorati sparsi qua e la). Ma poi mi è stato consigliato di provare a fare qualcosa di più brioso e giovanile. Un prato, ma realizzato in 3d. Considerato quanto è piaciuta e quanto io sia stata soddisfatta del risultato finale devo ringraziare Francesca per avermi suggerito l'idea.



La base che ho utilizzato è quella classica della Moretta, con una leggera bagna al Rhum e farcita con crema al latte di  Nanny. Ho poi ricoperto la torta con uno strato leggero di crema al burro aromatizzata al rhum e rivestito con pasta di zucchero fatta in casa. Con la pasta di zucchero avanzata ho poi realizzato sia gli elementi floreali che i piccoli insetti che ornano l'intera superficie della torta.


Il prato corre tutto intorno al bordo della torta. Foglie e fiori stilizzate, ma anche margherite, campanule. Coccinelle e piccole api, di cui ho disegnato anche la traiettoria seguita in volo. Nella parte inferiore, con la ghiaccia reale, ho realizzato un piccolo bordo bianco. E, sempre in bianco, nella parte superiore ho aggiunto il nome della festeggiata assieme alla scritta d'auguri. E' incorniciato da piccole farfalle in pasta di zucchero, dipinte a mano con colori perlescenti e disposte come se si fossero appena posate li vicino, con le ali ancora leggermente alzate.



Come sempre, l'espressione felice della cliente mi ha ripagato dello sforzo. Realizzata in appena due giorni, zucchero ovunque per casa, ansia durante tutto il tragitto fino al luogo della consegna ma...alla fine ce l'ho fatta! E a quanto pare oltre all'aspetto hanno apprezzato la torta anche dal punto di vista gastronomico, visto che hanno fatto persino il bis!

A presto

- Noemi -

giovedì 26 settembre 2013

Lasagne di verdure piccanti



Qualcuno oggi mi ha fatto notare che siamo già in autunno, da ben cinque giorni. Francamente, non me ne sono accorta.  Sarà perchè stamattina il mare era di un azzurro che più azzurro non si può,  perchè le giornate sono ancora calde e assolate, perchè davvero quest'estate mi sembra non sia mai del tutto cominciata. Comunque, a  quanto pare...è cosi, siamo in autunno. Bene. Comfort food allora. Di quello godurioso, leccornioso, peccaminoso. Tanto i costumi sono già nell'armadio, ci siamo iscritti fiduciosi in palestra e le riprese attività quotidiane (studio, lavoro, fate vobis) ci richiedono un consumo di energie non indifferenti. La ricetta di oggi è rielaborata  da quella trovato su Più Cucina di Settembre/Ottobre 2013. Ho sostituito la ricotta con la mozzarella e modificato qualche passaggio ma devo ammettere che non mi aspettavo venisse cosi saporita e leggera al tempo stesso. E poi, non dicono di mangiare più verdure? Ecco una buona scusa per farlo


Ingredienti


  • 3 uova
  • 300 gr di farina 00
  • 500 ml di besciamella
  • 200 gr di prosciutto cotto
  • 1 mozzarella
  • 400 gr di bietole
  • 400 gr di zucchine
  • 10 gr di parmigiano
  • olio & peperoncino q. b







Procedimento
Prepariamo per prima la sfoglia. Versiamo la farina sulla spianatoia formando una specie di vulcano (il termine tecnico è "fontana") . Rompiamo le uova al centro, sbattiamole aiutandoci con una forchetta incorporando, a poco a poco, la farina dai bordi. Quando il composto è sufficientemente denso da poter essere lavorato impastiamo con le mani fino ad ottenere un panetto morbido e liscio. Avvolgiamolo nella pellicola e lasciamo riposare per circa un'oretta. A questo punto prepariamo le verdure. Puliamo le biete, e mettiamole a lessare in poca acqua, tagliate a pezzi, per circa 3 minuti. Deve rimanere croccante e non spappolarsi. Nel frattempo tagliamo le zucchine a rondelle e scottiamole in acqua bollente, finchè non diventano leggermente trasparenti. Ci vorranno si e no 5 minuti, dopodichè scoliamole e lasciamole raffreddare. Quando la bieta sarà cotta scoliamola, strizziamola bene, e ripassiamo in padella con due cucchiai di olio d'oliva e un peperoncino.Facciamo insaporire per qualche minuto e facciamo raffreddare. Tiriamo la sfoglia e, prima di utilizzarla, scottiamola in acqua bollente salata per qualche minuto mettendola poi ad asciugare su una tovaglia o un canovaccio pulito.


A questo punto non ci resta che assemblare! Mettiamo qualche cucchiaiata di besciamella sul fondo della teglia, e disponiamo il primo strato di pasta in modo da sovrapporre leggermente i lembi di sfoglia. Distribuiamoci sopra le biete, le zucchine, il cotto e la mozzarella tagliati a pezzetti, qualche cucchiaiata di besciamella e una spolverata di parmigiano. Ricopriamo con un altro strato di sfoglia e proseguiamo fino ad esaurire tutti gli ingredienti tenendo da parte qualche zucchina per la decorazione finale. L'ultimo strato sarà di sfoglia, sopra il quale verseremo la besciamella e il parmigiano rimanenti e le rondelle di zucchina tenute da parte. Prima di infornare, a 200° per circa 25 -30 minuti, versiamo un goccio di latte ai quattro lati della teglia. La sfoglia è cotta quando la superficie sarà diventata ben dorata e croccante



Piccole note
  • Potete utilizzare la sfoglia già pronta, ed evitare gran parte del lavoro, personalmente vi suggerisco quella fresca che si trova al banco frigo.
  • Il peperoncino da un gusto leggermente piccante alla sfoglia, temperato dalle zucchine. Potete, ovviamente, ometterlo.


Qui, invece, è come si presenta all'interno. Filante e dorata al punto giusto.
 Buon appetito e buon autunno

- Noemi -

mercoledì 4 settembre 2013

Bavette & Gattini




Ricamare mi rilassa. Paradossalmente, più il ricamo è complesso e articolato più riesco a distendermi e rilassarmi. Il punto croce, di per sè, non è difficile e basta davvero dare un'occhiata  a qualche sito internet per rendersi conto che, a furia di incrociare "piccole x" sul tessuto si possono dare vita a veri e propri capolavori. Il mio, ovviamente, capolavoro non è...si tratta di un pensierino. Commissionatomi da mia madre, per la nascita della nipotina di una collega, e realizzato poco prima di partire per le vacanze. Non è la prima volta che realizzo questo gattino, trovato su di uno speciale di Mani di Fata dedicato ai bambini, ed è un motivo che apprezzo particolarmente e che in genere tendo a personalizzare di volta in volta.


Questa volta, oltre a mettere un fiocchetto rosa tra le orecchiette della micia, ho anche ricreato un praticello con diversi fiori colorati, e qualche farfalla qua e la, intorno alla gattina. In fine il nome, realizzato prendendo spunto da una bavetta vista su di un sito internet. I punti che ho utilizzato, come detto, sono il punto croce ed il punto scritto...nel caso desideraste farlo anche voi o riceverne uno su commissione scrivetemi via mail :) nel frattempo auguro a tutti buon pranzo (o buona pappa, a seconda dei casi)

- Noemi - 

mercoledì 14 agosto 2013

Di un viaggio in Trentino (e dei suoi meravigliosi sapori)

Veduta da Vigo Lomaso



Sono tornata dalle mie vacanze fuori porta, e devo ammettere che una volta tanto oltre ad essermi divertita mi sono anche rigenerata. Ho lasciato a casa pensieri, impegni e preoccupazioni...ed ho pensato solo a godermi i posti, le persone,  i cibi che incontravo. Quattro giorni in Trentino, e quattro giorni a Roma. Ma mentre questa era ormai la mia terza volta nella Capitale, che riesce a non stancarmi mai, il Trentino era del tutto nuovo ai miei occhi ed è stato, senza ombra di dubbio, una vera e propria scoperta! Calorosa la gente, molto ospitale, splendidi i luoghi. E splendido anche il modo in cui la gente del posto se ne prende cura, mantenendoli incontaminati e tutelandoli, vivendoli come risorsa da preservare e non in maniera passiva, distratta.

Lago di Tenno

Parlando, invece, di gastronomia...che dire?! Anche qui, questa regione si è dimostrata una vera e propria scoperta per il palato. A partire dalla Carne Salada, caratteristico salume salmistrato del posto che può essere gustato sia a crudo (in una specie di carpaccio, per intenderci) che cotto ai ferri, servito con una spolverata sottile. Personalmente lo preferisco a crudo, perchè si scioglie in bocca regalando un bouquet di profumi e aromi che, inevitabilmente, in cottura non è possibile assaporare.

Tagliere di salumi, formaggi e crauti

Sempre parlando di salumi ho avuto modo di apprezzare anche il lardo (tagliato sottilissimo e servito su piccole bruschette di pane), il salame con noci intere dentro l'impasto, e lo speck (dolcissimo e dall'affumicatura particolarmente delicata) accompagnati con formaggi locali e gli immancabili crauti. Questi ultimi si ottengono tagliando sottilmente il cavolo cappuccio, e mettendo a macerare in un recipiente la julienne ottenuta assieme a del sale. Fermentando, e tenuti ben pressati all'interno del recipiente, acquisiscono un sapore intenso, deciso e aspro che ben si sposa alla dolcezza dei salumi, in un equilibrio di sapori armonioso e, sopratutto, godurioso.

Canederli 

Tra i primi, invece, indubbiamente i miei preferiti sono stati i Canederli. Ad una prima occhiata sembrano polpette, ma qui in realtà sono servite come primo piatto. Si impastano assieme pane raffermo, latte, uova e pezzi di salume di vario genere (speck, ad esempio,o pancetta). Una volta ottenute vanno cotte nel brodo e servite assieme a quest'ultimo oppure (e questa è la variante che abbiamo provate noi) mantecate nel burro e condite con abbondante parmigiano. Divine.

Orzotto ai funghi - Spaghetti panna & speck

Molto utilizzati sono anche i cereali, sia all'interno della polenta (che non è fatta solo con la farina di mais ma spesso viene arricchita da altre farine quali per esempio quella di grano saraceno) che da soli come in foto. L'orzotto che abbiamo gustato era ai funghi. Cremoso, saporito, sicuramente diverso dal classico risotto. Per non farci mancare proprio niente c'è stato anche un assaggio di pennette con speck e panna. Inutile dire che gli ingredienti locali hanno reso il "semplice" piatto un vero e proprio spettacolo per i sensi.

Polenta & Spiedo

Parlando di polenta, invece, nulla a che vedere con quella mangiata sin'ora in questi ultimi 25 anni di vita. Cremosa, morbida, saporita e, come potete vedere in foto, servita da uno spiedo di carni miste aromatizzate con foglie di salvia. In una ciotola a parte servivano l'olio di cottura della carne, che potevi versare direttamente sullo spiedo o al di sopra della polenta, per condirla.

Piatto "Padaveno" - Polenta con crauti, Goulash, Canederlo e Wurstel, Arrosto di cervo


E una bella fetta di polenta, ai ferri però, ce l'hanno servita anche presso la birreria Pedavena a Trento. Locale  storico nel cuora della città, con tanto di propria distilleria interna , offre questo ricco e abbondante piatto della casa anche in estate. E questo comprende anche una generosa porzione di crauti, il Goulash (spezzatino di origine austroungherese a base di manzo), un Canederlo grosso quanto un'arancia, un Wurstel di quelli artigianali ed, infine, un bel pezzo di arrosto di cervo. Inutile dire che, a fine pasto, sentivo chiaramente che il mio stomaco non avrebbe retto oltre. Fortuna che c'era la birra scura, ad aiutarmi a mandar giù, e sul finire anche una deliziosa grappa alla pesca.

Birra rossa e Birra scura della casa, rigorosamente alla spina


Potevano mancare all'appello i dolci? Ovviamente no. Oltre alle deliziose torte che la nostra padrona di casa, Ilaria,  aveva la bontà di prepararci ogni mattino (con sommo gaudio di tutti) non potevo farmi mancare due dei dolci più "tipici" del posto. Innanzitutto lo strudel di mele, quello tradizionale. Uno scrigno di pasta sfoglia contenente sottili fettine di mele aromatizzate con la cannella, briciole di biscotto, uvetta, e accompagnato con un ciuffo abbondante di cremosa panna, una spolverata  di zucchero a melo e qualche goccia di topping al caramello.

Strudel di mele

Ed infine un tiramisù ma...alle patate! Patate che sono uno dei tanti prodotti locali e che vengono utilizzate spesso anche nei dolci. In questo caso sono cotte, ridotte a crema, mescolate alla ricotta e servite in un semifreddo compatto, che racchiude all'interno uno strato di biscotti inzuppati al caffè. Anche qui una spolveratina di zucchero a velo e un delizioso topping ai frutti di bosco per completare il piatto che risulta fresco, delicato e leggero.

Tiramisù alle patate


Sono state giornate intense, faticose a volte, ma incredibili. Non importa se la bilancia segna, inesorabilmente, qualche tacca in più rispetto alla partenza. Ho goduto di ogni momento, ogni morso, ogni istante passato in compagnia delle splendide persone che ci hanno ospitato, dei miei compagni di viaggio, dei nuovi incontrati strada facendo. Ammetto di aver provato una lieve malinconia, nel lasciare quei posti. Lieve, perchè l'entusiasmo e la soddisfazione per l'esperienza vissuta erano tali da tenere ben lontani ogni forma di malumore.
E poi, chissà...non è detto che non vi ritorni. Magari in inverno.
A presto

- Noemi -

giovedì 18 aprile 2013

Una torta per me, ultime novità e...chiusura temporanea del blog

Ho sempre amato fare decine di cose in contemporanea. Sembra paradossale, ma concentrare le mie energie su più attività mi fa sentire incredibilmente viva, attiva e...stanca. Ma è una di quelle stanchezze "soddisfacenti", di quelle che quando ti sdrai la sera nel letto, con la schiena dolorante, i tendini delle mani intorpiditi,  macchie indelebili di colorante su ogni centimetro di pelle scoperta...hai anche un bel sorriso stampato in faccia e la piacevole sensazione di esserti ritagliata un tuo angolino nel mondo, di non aver vissuto invano quella giornata. In particolare, trovo sempre molto gratificante far felici gli altri. La gente spesso non si rende conto di quanto meravigliosa sia la loro espressione quando qualcosa li rende, magari inaspettatamente, contenti. Il volto si illumina, li tratti si ammorbidiscono e gli occhi brillano di luce propria. In quel momento, di riflesso, sto bene anch'io, sono felice anch'io.
Quest' anno, però, ho deciso che una volta tanto toccava anche a me un briciolo di felicità "diretta" dopo tanto godere indirettamente delle gioie altrui.
Per cui...a inizio anno ho redatto una lista di cose sospese, attività che rinvio sempre e che aspetto da molto di concludere. Alcune sono decisamente serie e importanti altre  ,invece, vere e proprie sciocchezze. Parlo di lavori incominciati e mai terminati, posti da visitare, persone da incontrare (o rivedere), nuovi obiettivi da realizzare e vecchi scheletri nell'armadio da seppellire.
Ad esempio...Ho fatto rifare a chi se ne intende (nello specifico Alessia, che ringrazio sentitamente per la bravura con cui ha saputo rendere in pixel le mie idee) la grafica del mio blog. Adesso, finalmente, ha un proprio stile che rispecchia esattamente ciò che volevo trasmettere ai terzi. Inoltre ho aggiornato gli album su  Facebook, del mio account e della mia pagina web, inserendo tutte le creazioni fatte sin'ora. 
E mi sono, infine, regalata una torta.


Una torta per festeggiare i miei 25 anni, che contiene ciò che più mi rappresenta e in cui nulla, davvero, è lasciato al caso. Tre piani, perchè sono  tre anni che non festeggio come desidero questo giorno, e due diversi gusti. Uno per soddisfare me, l'altro per accontentare le persone che amo. La torta è stata ricoperta di crema al burro fatta in casa e rivestita di pasta di zucchero bianca, anch'essa preparata in casa. 



Essendo nata in Primavera, e amando particolarmente i fiori, ho deciso di ricreare l'atmosfera di un prato. Ho dipinto alcuni steli in diverse tonalità con i coloranti alimentari, altri invece li ho creati con la craft gun per dare alla torta un effetto tridimensionale. Ho poi modellato circa 200 fiorellini diversi utilizzando ball tool, stampini ad espulsione e cuscinetti per petali, dipingendoli a mano e aggiungendo ad alcuni perle di zucchero di differenti forme e dimensioni. Il prato è inoltre popolato da eteree farfalline in ghiaccia reale e piccole coccinelle in pasta di zucchero. La torta è una moretta cotta in una teglia da 25 cm, che ho poi farcito con Camy Cream aromatizzata al caffè


Nel secondo piano ho rappresentato un'altra mia grande passione: i libri. In realtà si tratta di due biscotti al cioccolato, sempre preparati da me, farciti con la Nutella e rivestiti di pasta di zucchero. Su ognuno ho scritto, con la ghiaccia reale successivamente dipinta in oro, il titolo di quei libri che hanno avuto un significato particolare per me in questi anni, e che  hanno continuato a farmi compagnia durante questo primo quarto di secolo. La torta è una quattro quarti in una teglia da 20, farcita con camy cream e pezzi di fragola macerati nel succo di limone e zucchero. La bagna è un mix tra il maraschino e il succo della macerazione delle fragole. 


E infine il topper. In polistirolo, con una mini "me" intenta a leggere, il viso poggiato su una manina e l'aria vagamente sognante. Un tocco di narcisismo non guasta mica, insomma.

Questa torta è un pezzo di me. E' complessa, colorata, ricca di particolari che solo un occhio davvero attento può cogliere appieno, dai sapori diversi e contrastanti. Come me ha parecchi difetti, e imprecisioni...ma nel guardarla rivedo tutto quello che ho imparato sin'ora su questa magnifica arte del cake design, e rivivo la fatica, i momenti di sconforto, le piccole soddisfazioni, i grandi pasticci.
Una volta tanto, magari peccando un pochino di presunzione, posso dire di essere davvero fiera di me.


Perchè, quindi, chiudere il blog? 
Perchè non ho ancora finito di spuntare le voci di quella lista di cui vi accennavo sopra. E ci sono due grossi, importanti, faticosi regali  su quella lista che ho intenzione di farmi per il mio compleanno. Regali che richiedono tutta la mia concentrazione, il mio impegno, la mia determinazione.
Non è una chiusura definitiva, durerà solo qualche mese. Continuerò a realizzare dolci/torte/biglietti ecc laddove mi venga richiesto, e a pubblicare le foto su  Facebook...ma non mi impegnerò a cercare clienti, occasioni, opportunità. 

Quando si procede in bilico tra due strade arriva presto o tardi il momento in cui bisogna scegliere.
 Poi succede...che scegliere non basta, non è sufficiente percorrere una direzione, bisogna anche lavorare duramente per raggiungere la meta finale. Ed io mi sono dilungata un pò troppo, durante il tragitto. 
Non rinnego nulla, davvero niente, perchè non ho parole adatte a descrivere la bellezza di quanto vissuto. Ma credo sia tempo di crescere, e una volta per tutte afferrare un sogno alla volta da quel fantomatico cassetto..e realizzarlo. Me lo devo.

Ringrazio tutte le blogger con cui ho avuto il piacere di confrontarmi e parlare in questi mesi, dispensatrici di preziosi suggerimenti, e delle volte persino muse ispiratrici.
Ringrazio tutti coloro che hanno voluto lasciare commenti ai miei post, che mi hanno posto domande, che mi hanno rivolto complimenti e critiche, che continuano a seguirmi da dietro le quinte.

Grazie per questi due, meravigliosi, anni.

Arrivederci

- Noemi -